Rame

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Il rame è un metallo molto diffuso nella società dei consumi, con svariate applicazioni che vanno dalla generazione di energia, fino all’automozione, le telecomunicazioni ed il settore delle costruzioni. Non si trova solo nei cavi elettrici, ma anche nei mulini a vento e nei pannelli solari. Il rame è presente ovunque si produca e si necessiti condurre elettricità.

Ha creato conflitti per l’acqua e la terra in molte comunitá rurali in Equador, Perú, Argentina, Colombia e Panamá. Una primizia che bramano speculatori di mezzo mondo.

Il rame è un metallo molto diffuso nella società dei consumi, con svariate applicazioni che vanno dalla generazione di energia, fino all’automozione, le telecomunicazioni ed il settore delle costruzioni. Non si trova solo nei cavi elettrici, ma anche nei mulini a vento e nei pannelli solari. Il rame è presente ovunque si produca e si necessiti condurre elettricità.

Che cos’è il rame?

In natura il rame si presenta isolato o congiuntamente ad altri minerali come l’azzurite, la calcopirite e la malachite. I minerali di rame si trovano quasi sempre in corrispondenza con altri metalli come il ferro, l’oro e l’argento.

I depositi più consistenti si trovano in Cile e negli Stati Uniti, dove si trova il 20% delle riserve mondiali che raggiungono le 500 tonnellate. Altri paesi importanti in tal senso sono l’Africa, il Canada e il i paesi appartenenti alla Cominutà degli Stati Indipendenti (CSI).

Il rame è uno dei metalli che l’umanità utilizza da maggior tempo ed è sempre stato il metallo più importante,  anche molto dopo che fu possibile lavorare il ferro.  Oggi, il rame, con l’alluminio, è il metallo non ferroso più importante . Nobile, anche se meno rispetto all’oro e l’argento, è un eccellente conduttore di calore e di elettricità. La quantità di rame che utilizza una società  è un indicatore del suo grado di industrializzazione,  questo metallo pertanto  è considerato il materiale del progresso e dello sviluppo.

Sviluppo, ma di chi?

Ogni anno si utilizzano globalmente circa 19 milioni di tonnellate di metallo rosso. Un buon affare veramente. Nell’agosto del 2011, una tonnelata di rame è stata quotata, nella borsa dei metalli di Londra, oltre 9100 US$ e si prevedeva che arrivasse ai 10.000 US$ nei mesi successivi.  In Germania si utilizzano 1,7 milioni di tonnellate, delle quali 712.000 si producono nello stesso paese e poco più della metà sono riciclate. Il giacimento di Mansfeld è il più grande che si sia scoperto, però al momento non viene utilizzato. L’ultima estrazione di rame in Germania si effettuò nel 1990. Oggi si stanno effettuando delle esplorazioni in due nuovi giacimenti, però ci vorrà parecchio tempo prima che si possano sfruttare. Paesi emergenti come la Cina e l’India hanno aumentato la domanda di rame in modo considerevole.

Le riserve mondiali di rame sono sufficienti per soddisfare la crescente domanda?

Pare di si. Secondo i geologi ci sono ancora molti giacimenti inesplorati e che con le nuove tecnologie in implementazione non sarà difficile localizzare. L’approvvigionamento dal punto di vista geologico è assicurato. Peraltro le riserve mondiali sono ben distribuite in diversi paesi, quindi anche dal punto di vista geopolitico i rischi si considerano bassi.

E per che cosa si utilizza il rame?

Mulini a vento o pannelli solari, generatori e trasformatori contengono rame e gli stessi cavi dell’elettricità sono composti di questo materiale.  Rinnovabile o meno, ovunque si produca energia elettrica si rende necessario  la sua conduzione e per questo si necessita il rame. Inoltre con o senza la crisi, l’Europa è affetta dalla febbre  delle energie rinnovabili.  La catastrofe di Fukushima e il presunto obiettivo di proteggere il clima, aiutano ad alimentare questa tendenza.

L’elettricità e le telecomunicazioni  anch’esse non possono prescindere da questo metallo.  In una tonnellata di telefoni cellulari, corrispondenti a 10.000 apparecchi, si nascondono 150 kg di rame, secondo l’Istituto Tedesco del Rame. Nemmeno l’auto elettrica potrà prescindere da questo metallo. Il rame si utilizza inoltre in grandi quantità nella costruzione di tetti e facciate, tubi per la conduzione di acqua potabile e per il riscaldamento. Con tutti questi impieghi del rame, la sua domanda è in netto rialzo.

E come si canalizza la domanda di rame dei produttori nei confronti dei consumatori?

L’Unione Europea dispone di una Strategia per le Materie Prime, uno strumento per la creazione di politiche che facilitino il libero accesso alle materie prime, come il rame, nei paesi in cui si incontra in natura.  Questa strategia stabilisce che la politica estera degli stati membri non deve perdere di vista la questione del’accesso il più possibile diretto alle materie prime nei paesi produttori, facendo uso degli strumenti in loro possesso a livello di politica estera, trattati  commerciali  e persino la cooperazione internazionale per lo sviluppo. Anche Stati Uniti e Giappone adottano linee simili.

Tutti soddisfatti, quindi?

Non sono di questo avviso le popolazioni che vivono nelle vicinanze dei giacimenti minerali. I loro diritti e il loro stile di vita sono minacciati. Sono loro che dovranno pagare le conseguenze della distruzione che comportano  le miniere, mentre i consumatori godranno degli apparecchi e dei servizi prodotti con il rame. L’industria del rame vuole ricoprire, con le compagnie minerarie,  una posizione di primaria importanza nella produzione delle principali materie prime. Questo con l’aiuto dei governi del Nord e del Sud. Spesso non conoscono ostacoli. Come nel caso delle comunità della regione dell’Intag, nella provincia di Imbabura al nord del’’Equador. Imponendosi rispetto alla volontà della maggiornaza della popolazione, che già in due occasioni ha cacciato compagnie minerarie transnazionali dalla zona, poichè il governo equatoriano ha fatto della miniera in grande scala una politica di stato che vuole affermarsi ad ogni costo. Ci sono altre comunità nel sud del paese che stanno resistendo alla miniera in grande scala ed esprimono un sentimento comune, ovvero che non vogliono che l’Equador si converta in paese di minatori.

È un caso isolato?

Assolutamente no. Altri conflitti si stanno per scatenare in zone altamente biodiverse che sono una meta per le compagnie minerarie transnazionali. C’è rame in tutto il Sudamerica:  in Perú, Equador, Colombia, Argentina e tutti i rispettivi governi vogliono trasformare questi paesi in grandi miniere e minatori. Però le popolazioni che vivono nelle regioni biodiverse e ad alto rischio ecologico che sono state messe in concessione, non sono d’accordo. I costi sociali e ambientali sono immensi. E la cosa peggiore è che i governanti non dimostrano di prendere in seria considerazione gli impatti irreversibili e tanto meno la sensibilità di ascoltare le opinioni e pronunce del popolo. Dal momeneto che la difesa dell’acqua, della vita e della natura sono così fondamentali, non è difficile immaginare che fatti come quelli accaduti  in Equador non siano casi isolati e non saranno nemmeno gli ultimi.

Quindi, qual’è l’alternativa?

La domanda rispetto “all’alternativa” è sempre una domanda rischiosa. Sembra dare l’idea che se c’è un’alternativa, sarà possibile e fattibile rispetto al livello di produzione richiesto. E sta proprio qui il pericolo. Perchè è il modello di produzione ad essere insostenibile. In ogni caso, per dare una risposta alla domanda sull’alternativa possiamo stabilire che oggi e nel futuro, il rame recuperato (secondario) avrà un ruolo importante nelle riserve globali di materie prime. È possibile recuperare il rame mantenendo il 100% delle sue proprietà intatte ed il riciclaggio dei cavi e linee di conduzione è in realtà la miniera più importante del mondo.

L’Unione Europea, così,  si è trasformata in un riciclatore di rame: 2,2 milioni di tonnellate solo nel 2009. Però anche così, il recupero ed il riciclaggio di materie prime sono ancora molto lontani dall’essere funzionali in modo ottimale. Per la grande maggioranza dei metalli non si arriva nemmeno all’1% del riciclaggio. Un’altra alterantiva allo sfruttamento del rame è il risparmio nell’uso di questo materiale e la sua sostituzione, quindi, con altri materiali.

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