Skip to main content
Cerca
Coccodrillo parzialmente immerso nel fiume Orinoco, Venezuela
Che cosa cercherà il coccodrillo sulla riva? (© Denis Doukhan/Pixabay)

Che cosa dicono le organizzazioni ambientaliste e per i diritti umani sull’attacco di Trump al Venezuela?

14 gen 2026Venezuela: È di dominio pubblico — perché così lo hanno diffuso i suoi stessi autori — che l’attacco in Venezuela è avvenuto per appropriarsi, subito dopo, di petrolio e minerali. La loro estrazione ha conseguenze per i territori, l’acqua e i diritti umani. Queste sono le vere risorse di chi ne dipende per la propria vita.


Dopo l’attacco di Trump e degli Stati Uniti, Salviamo la Foresta esprime solidarietà al popolo del Venezuela, in particolare ai popoli indigeni e alle comunità locali e contadine colpite e potenzialmente colpite da questa nuova aggressione imperialista per l’estrattivismo petrolifero e minerario. Il petrolio provoca cambiamento climatico e proprio in questi stessi giorni gli Stati Uniti stanno uscendo dalla Convenzione sul Clima, disprezzando non solo l’ambiente e il clima, ma anche la cooperazione. Tutti i popoli dell’America Latina e del mondo sono in allerta.

Invitiamo inoltre tutti i governi europei e l’Unione Europea a prendere posizione in modo chiaro sulla portata e sull’urgenza del rispetto e dell’attuazione del diritto internazionale, della sovranità delle nazioni e dei popoli e dell’autogoverno. Le risposte nulle o tiepide offerte finora dalle autorità europee espongono altri Paesi a modalità operative simili e non corrispondono al sentire della cittadinanza europea.

Abbiamo raccolto le opinioni e le testimonianze di diverse organizzazioni ambientaliste e per i diritti umani alleate e amiche nella regione. Tutte queste prese di posizione hanno in comune la rivendicazione della sovranità e della pace nella regione e, di conseguenza, il rifiuto della forza armata, dell’intervento militare, della pressione imperialista e della violenza.

L’America Latina è segnata dalla resistenza storica contro l’imperialismo.

Rete Latinoamericana di Donne Difensori dei Diritti Sociali e Ambientali

«Dalle trincee che in questo momento curano e difendono la vita, la natura, la comunità e la pace», le nostre alleate della Rete Latinoamericana di Donne chiedono «la cessazione immediata di ogni forma di intervento, minaccia e avanzata militare». Rivendicano la sovranità e l’autogoverno dei popoli, denunciando al contempo in modo categorico l’aggressione militare contro il popolo venezuelano in nome della lotta al narcotraffico. La rete ha rappresentanza in Venezuela e afferma: «Le forze imperiali portano con sé l’esercizio della violenza bellica patriarcale sui territori e sui corpi che abitiamo in America Latina». Aggiungono inoltre: «Sappiamo anche che questo tentativo di avanzata per controllare Abya Yala ha come fine il saccheggio della Madre Terra e l’ampliamento delle violenze estrattive in nome del capitale che ha dichiarato guerra alla vita».

Rete Binazionale Chaski Warmikuna

La rete, composta da difensori della natura dell’Ecuador e del Perù, esprime profonda preoccupazione per il momento che attraversa l’America Latina a causa dell’inasprirsi dell’affanno imperialista e neocolonialista degli Stati Uniti. Vedono un appropriarsi senza scrupoli delle risorse naturali in modo «sfacciato e gratuito» per cofinanziare la crescita dei propri interessi egemonici, interessandosi «poco della democrazia, delle sovranità e della libera determinazione dei popoli».

Otros Mundos Chiapas

Dal Messico affermano che «diventa evidente che il vero motivo di questa brutale aggressione al Venezuela non è né la democrazia né il benessere del popolo venezuelano, bensì il controllo delle enormi risorse naturali di quel Paese. La decisione di Trump infrange non solo le fondamenta della legislazione internazionale, ma mette in imminente pericolo l’umanità intera. Non possiamo permetterlo».

Avispa Mídia

Il mezzo di comunicazione alternativo con cui collaboriamo riflette anch’esso dal Messico che «quella che chiamano ‘lotta antidroga’ è in realtà l’inaugurazione di una nuova ondata interventista nella regione ed è il piano per controllare la Fascia Petrolifera dell’Orinoco». Aggiungono che «la detenzione di Maduro e di sua moglie Cilia Flores non è solo un cambio di regime, ma un brusco movimento sulla scacchiera geopolitica mondiale».

Consiglio Pastorale dei Pescatori e delle Pescatrici (CPP)

Il Consiglio Pastorale dei Pescatori e delle Pescatrici (CPP) del Brasile esprime solidarietà al popolo venezuelano e ai popoli delle acque dell’America Latina e dei Caraibi. Denuncia che le minacce alla sovranità, alla vita e alla pace, la militarizzazione dei territori e la violenza colpiscono anche pescatori e pescatrici artigianali e comunità tradizionali nel Mar dei Caraibi.

«Difendere la democrazia, il diritto internazionale e l’autodeterminazione dei popoli significa anche difendere i diritti umani e i modi di vita dei popoli delle acque», dichiarano.

Consiglio Civico delle Organizzazioni Popolari e Indigene dell’Honduras (COPINH)

L’organizzazione del popolo indigeno Lenca respinge la «guerra per le risorse del popolo venezuelano» e lancia un «appello alla pace e al rispetto dei diritti alla vita, alla sovranità e all’autodeterminazione», rifiutando le «guerre coloniali». Il COPINH si è unito ad altre organizzazioni, tra cui la Plataforma Agraria del Aguán e l’Associazione di amicizia Honduras–Venezuela, per condannare «energicamente i bombardamenti, la violazione della Repubblica Bolivariana del Venezuela, il terrorismo di Stato e il sequestro del presidente». Sottolineano inoltre il «precedente negativo per l’America Latina e la flagrante violazione del diritto internazionale, della sovranità dei popoli e dei principi fondamentali di autodeterminazione», oltre all’imposizione del terrore e della guerra con un «progetto di dominazione politica, economica e geopolitica sui popoli che resistono». Queste organizzazioni evidenziano anche la «sfacciata ingerenza» di Trump nel processo elettorale honduregno e le sue «pratiche coloniali e interventiste che danneggiano i progetti sociali e le libertà fondamentali». Il Paese conosce sulla propria pelle colpi di Stato, militarizzazione, ingerenza e violenza imposta dall’esterno, il che alimenta la sua solidarietà verso il popolo venezuelano.

Coalizione Globale per le Foreste (GFC)

Denuncia, oltre a quanto già menzionato dalle organizzazioni precedenti, le «campagne mediatiche da parte di settori estremisti per promuovere la destabilizzazione, l’espropriazione territoriale, l’estrattivismo colonialista, il furto dei beni comuni della natura e la distruzione della biodiversità per alimentare il sistema capitalista», respingendo inoltre i «discorsi fascisti associati a questa azione criminale».

Amici della Terra America Latina e Caraibi

Affermano che «l’aggressione degli USA al Venezuela viola il diritto internazionale» e invitano a difendere «la sovranità dei popoli riaffermando il nostro impegno per la democrazia e la giustizia sociale e ambientale in America Latina e nei Caraibi», in solidarietà con il popolo venezuelano.

Censat Agua Viva

È l’organizzazione che rappresenta Amici della Terra in Colombia e che evidenzia gli interessi dietro gli interventi militari destinati a preservare una «democrazia fossile» del petrolio per il capitalismo. Criticano l’uso della violenza come forma di relazione geopolitica e parlano di cortine fumogene per mascherare interessi estrattivisti che, oltre al petrolio, includono minerali e acqua. La forza dei popoli organizzati è necessaria per difendere l’autentica democrazia, la pace e l’umanità, concludono.

Coalizione Internazionale di Territori e Popoli Afrodiscendenti dell’America Latina e dei Caraibi

Invita «all’unità dei popoli latinoamericani e caraibici contro la neocolonizzazione. Solo attraverso la solidarietà, l’integrazione e l’azione congiunta potremo difendere la nostra sovranità, le nostre risorse naturali e il nostro diritto a costruire società giuste ed eque». Aggiunge inoltre che respinge «l’interesse estrattivista dietro lo sfruttamento petrolifero in territorio venezuelano», ribadendo «l’urgenza di transitare verso un modello energetico che superi la dipendenza dai combustibili fossili, dando priorità alla giustizia ambientale, alla sostenibilità e al benessere delle comunità».

Le organizzazioni ambientaliste non discutono di chi debba controllare le risorse: la loro preoccupazione si concentra sulla difesa della natura e dei diritti umani, che vengono distrutti da questa avanzata imperialista e colonialista, e su chi soffre a causa della loro estrazione.

Questa è una notizia in aggiornamento.

Questa pagina è disponibile nelle seguenti lingue:

Petizioni attuali, approfondimenti e informazioni utili