Ecuador: assediata la zona di Intag

La polizia nella comunità di Junín, Intag, dove non vogliono la miniera Le forze di polizia arrivano a Junín, dove non vogliono la miniera

19 mag 2014

“L'infamia si ripete, e il governo e il settore minerario statale perdono ulteriore credibilità”, dice un comunicato di Defensa y Conservación Ecológica di Intag DECOIN.

Secondo testimonianze locali, giovedì 8 maggio circa 400 persone, tra queste circa 300 poliziotti sono entrati ad Intag. Alcuni di questi hanno violato una zona di controllo comunitario del settore di Chalguyacu Alto dove si erano riunite 75 donne e uomini di Junín, Chalguyacu Alto e altre comunnità vicine. Il contingente accompagnava il governatore della Provincia di Imbabura, Wilmer Taboada, la presidente del governo Parrocchiale di García Moreno, così come impiegati della Impresa Nazionale Mineraria – ENAMI. Si suppone che tra questi si trovassero anche alcuni dipendenti della società incaricata di effettuare lo Studio di Impatto Ambientale e della cilena CODELCO. Tristemente si riporta che diverse persone del luogo che appoggiano la miniera hanno incitato l'invasione, in particolare gli ex dipendenti della compagnia canadese Ascendant Copper e alcuni interessati alle offerte di lavoro provenienti dalla ENAMI.

L'infamia si ripete

Lo scontro è iniziato, secondo le testimonianze, quando il governatore e altre autorità hanno tentato di superare il controllo comunitario con la forza per recarsi a Junín, senza l'autorizzazione del presidente della comunità e senza aver raggiunto accordi ragionevoli con il presidio locale che si oppone al progetto minerario a cielo aperto per l'estrazione di rame in grande scala JUNÍN (oggi Llurimagua) dal 1995. Secondo il governatore si trattava di entrare per 3-4 giorni per prendere dei campioni di acqua e del suolo per elaborare lo Studio di Imaptto Ambientale, per iniziare l'esplorazione del giacimento di Junín. Però, oltre al contingente di polizia, gli invasori hanno usato macchinari pesanti del Cosejo provincial di Imbabura e del governo Parrocchiale di García Moreno.

Non siamo terroristi, siamo contadini” (voce di un abitante di Intag)

Lo scontro è avvenuto proprio dove sette anni e mezzo fa, paramilitari contrattati dalla compagnia canadese Ascendent Copper hanno sparato vilmente contro gli abitanti indifesi. Questa volta non ci sono stati spari, ma la polizia ha aggredito donne, uomini e minorenni. Secondo le testimoniaze, sono state due donne a subire i colpi più duri dell'aggressione della polizia. Iliana Torres (moglie di Javier Ramírez, oggi in stato di arresto) e Doña Chela Piedra. La signora Piedra, in particolatre, è stata trascinata al suolo e colpita nel ventre con i manganelli. Tutte le persone coinvolte sono state brevemente trattenuti e poi rilasciatie per la pressione e le proteste dei contadini. Successivamente allo scontro, la delegazione ha proseguito incurante delle proteste, stabilendo un accampamento nella comunità di Junín senza l'autorizzazione dell'autorità locale. Secondo le testimonianze ci sarebbero gruppi di polizia in diversi luoghi circostanti come la piccola comunità di Barcellona.

Le autorità del paese tacciano di terrorismo coloro i quali difendono la propria terra, la loro comunità, le foreste di montagna e i fiumi cristallini.

Informazioni di contesto

La zona di Inatg si trova a ovest dell'Ecuador. La popolazione locale resiste da 19 anni contro i grandi interessi minerari transnazionali, riuscendo a fermare la Bishmetals nel 1997 e la canadese, Ascendant Copper nel 2007. Oggi l'attuale governo ecuatoriano e la compagnia nazionale minerale dell'Ecuador – ENAMI, assieme alla compagnia nazionale mineraria cilena CODELCO, vogliono continuare a sfruttare i giacimenti di rame, con la forza e senza rispettare i diritti umani e costituzionali delle comunità. I giacimenti si trovano nella cordigliera di Toisán, dove una compagnia giapponese negli anni novanta aveva iniziato un'esplorazione per avviare una miniera a cielo aperto in piccola scala. Il risultato di questa esplorazione ha lasciato un giacimento di rame contaminato con arsenico, piombo, cadmio e cromo. Lo studio relativo, pubblicato nel 1996 pronosticava: Una “deforestazione massiccia” (citato dal testo direttamente), che avrebbe causato la siccità del clima. Inoltre prevedeva l'inquinamento dei fiumi con metalli pesanti che avrebbero contaminato le foreste primarie che sono la dimora di giaguari, orsi con gli occhiali, la scimmia ragno e nove altre specie in pericolo di estinzione. La miniera in piccola scala avrebbe per altro causato lo sfollamento di 4 comunità e avrebbe aumentato la delinquenza. Tutti questi impatti ed altri, presenti nello Studio di Impatto Ambientale allora prodotto non vengono oggi riconosciuti dal governo. Un anno dopo la pubblicazione dell Studio, i tecnici giapponesi scoprirono altri giacimenti di rame che avrebbero quintuplicato gli impatti sociali e ambientali rilevati precedentemente. Si tratterebbe quindi di impatti totalmente devastanti.

Per questo non sorprende che il presidente della comunità di Junín, Javier Ramírez, sia stato arrestato, accusato di terrorismo, ribellione e sabotaggio. Chi lo accusa senza un motivo sostanziale è la compagnia nazionale mineraria dell'Ecuador. Suo fratello, Víctor Hugo, ha un ordine di cattura pendente, però per il momento è libero , come Intag.

In conclusione Intag è assediato, ma dopo gli scontri dell'8 di maggio, non sono le comunità contadine di Intag ad essere sconfitte, ma il governo, e particolarmente la ENAMI e la compagnia mineraria nazionale cilena CODELCO.

Facebook: Unidos por Intag DECOIN (vedere album foto dello scontro)

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Video in cui Javier parla di Intag https://www.youtube.com/watch?v=tWSzRDfyLEM

Video: Acoso a Intag https://www.youtube.com/watch?v=Dz_rhVxaoW0