Olio di palma? No, grazie!

Nelle piantagioni di palma della compagnia Bumitama Gunajaya Agro (BGA) nel Borneo, gli oranghi sono messi in fuga dalle motoseghe. Per favore, aiutateci a fermare la deforestazione e l’importazione di olio di palma.

Indifeso, un orango si aggrappa ai resti di un ultimo albero. Intorno a lui tutto é deserto. I lavoratori della Bumitama Gunajaya Agro (BGA) hanno raso al suolo completamente diversi kilometri della foresta circondante.

Altri tre oranghi affamati, tra loro una femmina in gravidanza, cosí come una madre con il suo  cucciolo sulle spalle, si stringono ai resti di un tronco e alle radici degli alberi tagliati.

“Ci sono altri oranghi nelle piccole porzioni rimaste di foresta in mezzo alla piantagione, e anche altri animali in pericolo di estinzione come la scimmia nasica”, spiega Adi Irawan della organizzazione International Animal Rescue (IAR). “Gli animali sono minacciati a causa della piantagione. La compagnia deve fermare la sua attivitá immediatamente.”

Difficile da credersi, peró la compagnia palmicultrice dal 2007 vanta il marchio di certificazione della RSPO per la palma sostenibile. Tra i clienti della BGA si trovano la IOI, la Wilmar e la Sinar Mas che forniscono di olio di palma le aziende europee alimentari e di agrocombustibili (“bio” combustibili). Nonostante le tante critiche, l’Unione Europea riconosce la RSPO  come sistema di certificazione per la sostenibilitá degli agrocombustibili.

Ulteriori foto e informazioni

Oranghi e biodiversitá

Per fare spazio a nuove piantagioni di palma da olio si distruggono totalmente le foreste tropicali, che scompaiono con la loro biodiversitá. Nella foresta tagliata per la piantagione, gli animali non sono benvenuti e non sopravvivono in quelle condizioni. All’equipe della IAR non resta che anestetizzare gli oranghi e portarli via da lí.

Video del salvataggio degli oranghi dell’equipe IAR

Per questi animali non esiste un habitat che possa sostituire la foresta. Oltre la foresta nella quale vivevano si estendono le monocolture  sconfinate di palma da olio. In tutta l’indonesia e nella vicina Malesia, si sta tagliando la foresta per nuove piantagioni di palma.

Sotenibile

Della Tavola Rotonda dell’Olio di Palma Sostenibile (in inglese, Roundtable on Sustainable Palm Oil – RSPO) fanno parte 1.200 aziende circa, palmicultrici, raffinerie e commercianti e quindi i loro clienti, come aziende europee produttrici di alimenti come la Nestlé, Unilever o Henkel e una decina di organizzazioni ambientaliste come il WWF, vicine all’industria, che usano questo marchio come “maquillage verde” di un mercato insostenibile.

La RSPO non esclude il taglio delle foreste per implementare nuove piantagioni di palma. Protegge solo “aree protette di alto valore di conservazione” (in inglese High Conservation Value Areas – HCVA).

Salviamo la Foresta esige che tutte le aree di foresta tropicale si conservino e proteggano. Nelle foreste del sud est asiatico non ci sono solo  oranghi, ma anche molti altri animali minacciati di estinzione come le scimmie nasiche e altri primati, felini come le tigri,  le pantere nebulose, gli elefanti pigmei e molte altre specie.  Le foreste sono anche l’habitat di molte popolazioni indigene e di piccoli agricoltori.

256 organizzazioni di tutto il mondo rifiutano totalmente il marchio della RSPO da anni in quanto é un “maquillage verde”.

 

La compagnia palmicultrice BGA

La compagnia palmicultrice Bumitama Gunajaya Agro (BGA) é parte del tristemente noto gruppo indonesiano Harita Gruppe,  che specula con le miniere di nichel, bauxite e carbone, olio di palma, legno tropicale e trasporto di merci via mare. La compagnia palmicultrice malese IOI che possiede una grande raffineria di olio di palma a Rotterdam (Loders Croklaan) per il mercato europeo, possiede per un terzo la BGA.

124.000 ettari di piantagioni sono state giá implementati dalla  BGA a discapito delle foreste del Borneo (nel Kalimantán centrale e dell’ovest) e a Sumatra (Riau) in Indonesia. Giá altri 65.000 ettari sono stati assicurati. Ogni anno la BGA deforesta almeno 13.000 ettari per coltivare palma da olio.

Foto

Fonte: International Animal Rescue Indonesia IAR

 

 

 

 

Le foto si riferiscono al salvataggio che la IAR effettuato,  di quattro oranghi nel marzo del 2013 nella piantagione della BGA nel Kalimantán occidentale.

Egregi Signori, Gentili Signore

Il cosí detto marchio dell’olio di palma sostenibile e la Tavola Rotonda dell’Olio di Palma Sostenibile (RSPO) non possono fermare il taglio delle foreste e la distruzione della biodiversitá.

L’esempio piú recente é rappresentato dall’azienda palmicultrice Bumitama Gunajaya Agro (BGA), che distrugge grandi superfici di foresta nel Borneo. Con l’ecosistema della foresta si estinguono anche animali in pericolo come gli oranghi.

Quattro oranghi affamati sono stati salvati dall’equipe della International Animal Rescue Indonesia nel marzo del 2013 da un’area disboscata per fare spazio a nuove piantagioni di palma. Le immagini e i video pubblicati dall’oranizzazione fanno rabbrividire.

La BGA é membro della certificazione per l’olio di palma sostenibile RSPO. Tra i clienti della BGA si trovano le aziende IOI, Wilmar e Sinar Mas, che riforniscono di olio di palma il mercato europeo dell’alimentazione e di altri settori, cosí come l’industria degli agrocombustibili.

L’Unione Europea riconosce la RSPO come il sistema di certificazione dell’olio di palma sostenibile.

Per favore, fermate il taglio della foresta e le importazioni di olio di palma. L’olio di palma non deve essere utilizzato nella nostra alimentazione, comesi, prodotti per la pulizia e nemmeno nei combustibili.

Distinti saluti

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