Le Donne dell’Amazzonia difendono la foresta per la vita

Donne indigene marciano per la forestaDonne in marcia per la foresta

24 ott 2013

Rifiutano l’estrazione petrolifera non solo nel Parco Nazionale dello Yasuni, ma anche nel sud – est e in tutta la foresta vergine dell’Ecuador.

Vogliono un dialogo ampio, rispettoso e sincero. Per questo, nel freddo di Quito hanno aspettato a lungo per parlare con il Presidente dell’Ecuador e con i membri dell’Assemblea Nazionale (parlamento ecuatoriano) che con diverse tattiche di dissuasione hanno cercato di ignorarle.


Questo però non è facile, perchè la determinazione delle donne è grande e le richieste che presentano sono importanti. Vogliono denunciare l’espansione della frontiera petrolifera in Amazzonia, l’assenza della consulta previa, libera e informata e gli impatti specifici dell’estrazione di petrolio sulle donne. Criticano e denunciano la mancanza di attenzione e il tergiversare delle autorità rispetto alle loro richieste e tutte le forme di violenza sui loro corpi, territori e forme di organizzazione.


In attesa di un trattamento dignitoso
Alla fine sono state ricevute e hanno così potuto consegnare una petizione ufficiale direttamente nelle mani della presidente dell’Assemblea, Gabriela Rivadeneira. Però dal momento che non hanno ricevuto una risposta concreta e nemmeno un riscontro del quorum, le donne ritengono che la loro petizione non sia stata tenuta in considerazione all’interno dell’ordine del giorno e come tema ufficiale. Slitta ora a due giorni il termine che ha dato l’Assemblea per pronunciarsi ufficialmente sulla visita e la petizione delle donne.


Basta con il petrolio
Secondo quanto dichiara Patricia Gualinga, dirigente delle donne della comunità Sarayaku, comunità che vanta una lunga storia di resistenza contro l’invasione petrolifera “Non entreranno più compagnie petrolifere nell’Amazzonia e difenderemo questa posizione dai nostri territori fino alle ultime coseguenze”.


Kawsak Sacha
La loro proposta di convivenza e conservazione della foresta si chiama “Kawsak Sacha”. Significa Foresta Vivente e si riferisce al territorio in quanto sacro e patrimonio culturale delle popolazioni originarie. È una proposta di conservazione collettiva, di conservazione e convivenza della foresta amazzonica del centro - sud dell’Ecuador.


Le donne dell’amazzonia invitano tutta la società a mobilizzarsi e pronunciarsi appoggiando le loro richieste.


Salviamo la Foresta esprime la sua solidarietà e appoggio attraverso questo comunicato e seguirà a distanza la mobilizzazione delle donne aiutando a diffondere tutti i progressi e l’incidenza necessaria.


Ulteriori foto della marcia delle donne
Mujeres por la vida marchan desde la Amazonía hasta Quito [Foto – Reportaje]