Stop a Monsanto in Argentina: aggredita Sofía Gatica

Sofía gatica e la giornalista Monique Robin manifestando contro MonsantoSofía Gatica con la giornalista Marie – Monique Robin (Foto: http://madresdeituzaingo-sofia.blogspot.com.es)

27 nov 2013

Salviamo la Foresta ripudia le minacce, la violenza fisica e psicologica che stanno facendo soffrire Sofía Gatica, rappresentante delle Madres del Barrio Ituzaingó e premio Goldman (il Nobel Alternativo). Sofía è diventata una referente della protesta mondiale contro la multinazionale Monsanto.

Sofía Gatica è stata minacciata di morte da un uomo armato mentre andava al lavoro e il 22 novembre è stata brutalmente colpita da due uomini all’uscita dal lavoro. Questi fatti sono stati denunciati presso le Unità Giudiziarie con diverse difficoltà, in quanto ci sono stati impedimenti palesi affinchè le denunce non fossero accolte. Il suo avvocato ha chiesto la custodia alla Giustizia Federale.

Sofía Gatica fa parte di un gruppo di persone che da due mesi occupano un  terreno nella provincia di Cordoba, a Malvinas Argentinas, dove la multinazionale dei transgenici e agrotossici Monsanto vuole costruire una delle strutture per la preparazione di sementi di mais più grandi del mondo.  Sofía ha perso sua figlia appena nata per la perdita repentina di un rene e a seguito delle indagini, unendosi con altre madri del suo quartiere, ha potuto relazionare questo decesso ed altri con gli effetti nocivi per la salute del glifosato. Il glifosato è il pesticida più venduto al mondo e viene commercializzato dalla Monsanto.

Sofía Gatica fa un appello a medici e giornalisti affinché si impegnino, in virtù della loro professione, ad ascoltare la voce delle vittime e denunciare le conseguenze nefaste del modello estrattivista basato sulla produzione di transgenici e la dispersione sugli esseri umani e l’ambiente di potenti veleni.

La polizia di Cordoba sta reprimendo le proteste contro questa multinazionale, soprattutto si accaniscono contro Sofía Gatica. La stessa compagnia Monsanto ha iniziato una campagna sistematica per intimidire e aggredire chi protesta, cercando di responsabilizzarli per azioni che non hanno commesso e che per questo hanno replicato. Inoltre, cittadini di Malvinas Argentinas e persone presenti al presidio sono state minacciate da dipendenti della Monsanto. L’ultima minaccia è totalmente riconducibile a questa strategia intimidatoria.

Di fronte all’impunità e mancanza di garanzie reponsabilizziamo il Governatore della Provincia per la sua inerzia di fronte alle denunce, la mancanza di rispetto dei diritti umani, la sua alleanza con la multinazionale nell’averle dato l’autorizzazione a stabilirsi nel luogo, senza consultare adeguatamente i cittadini di Malvinas Argentinas, come previsto dalla legge, per la sua ipocrisia nel negare che i transgenici e agrotossici di Monsanto non sono contaminanti.

Monsanto è contaminante con i suoi prodotti, per i corpi delle persone e per l’ambiente ed è contaminante anche per le istituzioni democratiche, facendole conniventi dei propri interessi.

Il Governo non deve difendere una multinazionale lasciando i cittadini, della provincia di Cordoba che da due mesi mantengono un presidio ripudiando questa compagnia, privi di difese!!!

Via la Monsanto!