Sete di petrolio: etnocidio e distruzione nello Yasunì, Ecuador

Yasunì, Ecuador Difendiamo lo Yasunì (© Pato Chavez)
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Fine dell'azione: 27 apr 2016

Le autorità ecuatoriane stanno tramitando la licenza ambientale per la concessione di un nuovo lotto petrolifero nello Yasunì, nell’Amazzonia ecuatroriana. Qui ci sono le tracce più evidenti della presenza delle popolazioni in isolamento volontario, e forse è il luogo più biodiverso del pianeta. Appoggiate la lettera aperta.

Lettera

CA: Presidente dell’ Ecuador Dott. Rafael Correa; Vicepresidente Ing. Jorge Glas; Ministra dell’ Ambiente Dott.ssa Lorena Tapia; Ministra della Giustizia, Diritti Umani e y Culti Dott.ssa Ledy Zúñiga R.

“Impedite le operazioni petrolifere nel territorio delle popolazioni Tagaeri e Taromenae e preservate la biodiversità”

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La rete YASunidos, i difensori dello Yasunì, sostiene che non sia possibile estrarre  petrolio senza impatti ecologici e sociali irreversibili, nonostante le obiezioni del governo ecuatoriano che impiegherebbe tecnologia all’avanguardia per minimizzare i danni.

Nell’Amazzonia ecuatoriana, l’attività petrolifera si registra dalla fine degli anni 60 con conseguenze devastanti, sociali ed ambientali. Nello stesso Parco Nazionale dello Yasunì, ormai simbolo mondiale della resistenza all’estrazione petrolifera, si estrae petrolio nei lotti 12, 15, 16, e 31. Nel sud est  del parco si trova il lotto 55 o Campo Armadillo; qui il Ministero dell’Ambiente starebbe tramitando la licenza ambientale per la concessione petrolifera.

Pato Chávez di YASunidos sostiene che a causa della presenza delle popolazioni occulte “si dovrebbe negare qualsiasi estrazione”.

Pablo Piedra, anch’egli membro del collettivo e avvocato, sottolinea come l’attività petrolifera in questo territorio “sarebbe devastante per la sua esistenza estremamente fragile”. Circa 33 specie sono in pericolo di estinzione, secondo la UICN.

Lo stesso stato ecuatroriano ha sospeso nel 2009 l’attività di esplorazione petrolifera nell’Armadillo, per le evidenze riscontrate della presenza delle popolazioni Tagaeri e Taromeane, in isolamento volontario – la Costituzione ecuatoriana (Art.57) cataloga come etnocidio le attività estrattive nel territorio taromeane. Però, a settembre 2013, il Governo si è contraddetto dichiarando ufficialmente che nell’Armadillo non ci sono popolazioni occulte, dando via libera all’estrazione petrolifera.

Nella Lettera Aperta, coloro che da anni lavorano, con diverse modalità, per la protezione di queste popolazioni, chiedono al governo ecuatoriano di fermare immediatamente l’attività petrolifera nel lotto 55.  Unitevi a loro. 

Infor­mazioni

Lettera Aperta

 

Dott. Rafael Correa D.

PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DELL’ECUADOR

 

Ing. Jorge Glas E.

VICEPRESIDENTE DELLA REPUBBLICA DELL’ECUADOR

 

Dott.ssa Lorena Tapia

MINISTRA DELL’AMBIENTE

 

Dott.ssa Ledy Zúñiga R.

MINISTRA DELLA GIUSTIZIA, PER I DIRITTI UMANI E CULTI

 

Gentili Signore, Egregi Signori,

Siamo profondamente preoccupati per l’imminente concessione della licenza ambientale per il lotto 55, meglio conosciuto come Campo Armadillo dal MAE, una zona dove si sono registrate le morti di Héctor España e Luis Castellano, rispettivamente nel 2005 e 2008; dove gli stessi documenti del MAE ed il Piano di Misure Cautelari riconoscono la presenza di “popolazioni indigene in isolamento volontario”, per tanto, avviare operazioni petrolifere in questa zona del lotto metterebbe in grave pericolo le popolazioni in isolamento volontario, ma allo stesso tempo comprometterebbe la credibilità del vostro governo e l’ordinamento giuridico riguardo ai diritti delle popolazioni Tagaeri e Taromeane.

Ricordiamo loro che nei dettami della Politica Nazionale delle Popolazioni in Isolamento Volontario, lo stato deve farsi carico di:

-  garantire il possesso ancestrale dei territori che abitano e usano per le loro attivtà di sussistenza e l’intangibilità degli stessi;

-  garantirne la mobilità in accordo con i loro usi e costumi;

-  comprendere che la presenza dei Tagaeri, Taromeani ed altre popolazioni in isolamento volontario assicura che vaste porzioni del Parco Nazionale dello Yasunì si trovino in buono stato di conservazione;

-  proteggere le popolazioni affinchè il  loro stermino non venga in nessun caso considerato come un mezzo per facilitare le attività estrattive nell’Amazzonia o come un risultato collaterale inevitabile.

 

Nelle Linee Strategiche di Azione si stabiliscono i seguenti obblighi: 

“Consolidare e potenziare il principio di intangibilità” e si menziona come priorità: “In futuro verrà promosso un nuovo ordinamento territoriale che impedisca le operazioni petrolifere nella zona di influenza del territorio occupato dalle popolazioni Tagaeri e Taromeani”.

Inoltre, nelle raccomandazioni del documento del 2013 della Commissione Americana dei Diritti Umani sulle “Popolazioni Indigene in Isolamento Volontario e Contatto Iniziale delle Americhe”, nella sezione sulle Risorse Naturali, si dichiara che si dovrà: “ Astenersi dal concedere licenze o autorizzazioni relazionate con l’estrazione delle risorse naturali, come le miniere, gli idrocarburi, la deforestazione, l’allevamento e l’agroindustria, ed altre, in aree con presenza o transito di popolazioni indigene in isolamento volontario e contatto iniziale, incluse le zone di smorzamento”. 

Ciò sarebbe ovvio, razionale, corretto. Inoltre, nel rispetto della legge e della Costituzione si dovrebbe procedere alla chiusura definitiva del Lotto 55 (Armadillo), annullare tutta la concessione ed ampliare la Zona Intangibile Tagaeri Taromeane fino al lotto in questione e fino a quando non si troverà un territorio sul quale la loro integrità ed i loro diritti umani fondamentali non saranno protetti protetti illimitatatmente, evitando in questo modo un genocidio imminente.

 

“Un pozzo in più nello Yasunì, un giorno in meno per i Tagaeri ed i Taromenae”

 

Distinti saluti

Lettera

CA: Presidente dell’ Ecuador Dott. Rafael Correa; Vicepresidente Ing. Jorge Glas; Ministra dell’ Ambiente Dott.ssa Lorena Tapia; Ministra della Giustizia, Diritti Umani e y Culti Dott.ssa Ledy Zúñiga R.

Condivido le preoccupazioni espresse nella Lettera Aperta per l’imminente concessione da parte del Ministero dell’Ambiente dell’Ecuador (MAE) della licenza ambientale per lo svolgimento delle operazioni petrolifere nel lotto 55. Questo lotto, conosciuto anche come Campo Armadillo, è abitato da popolazioni indigene in isolamento volontario.

Chiedo la chiusura definitiva del Lotto 55 (Armadillo), l’annullamento di tutte le concessioni emesse per il medesimo, così come l’ampliamento della Zona Intangibile Tagaeri Taromenae fino a questo lotto e oltre, tanto da stabilire un territorio che protegga a tempo indeterminato l’integrità ed i diritti umani fondamentali di queste popolazioni, evitando così un genocidio imminente.

Distinti saluti