Vogliamo la nostra terra, non palme da olio!

Una bambina di Palwan ha tra le braccia il Taro, un vegetale locale, e sullo sfondo si intravede il villaggio Le famiglie indigene di Palawan coltivano frutta e verdura in piccoli giardini nella foresta (© CALG)

La diffusione della palma da olio nelle Filippine ha gravi implicazioni per il territorio, le tradizioni e cultura dei popoli indigeni, ma anche per l'ambiente e la vita delle generazioni future dei filippini. Firmate la petizione al governo e alle autorità di Palawan e Mindanao per fermare gli investimenti industriali di palma da olio.

Lettera

CA: Signor Rodrigo Roa Duterte, Presidente della Repubblica delle Filippine; On. Regina Paz Lopez, Segretaria, Ministero dell'Ambiente e delle Risorse Naturali (DENR) e altri

Fermare l'espansione della palma da olio nelle Filippine che rappresenta una minaccia per i diritti delle popolazioni indigene e l'ambiente del paese.

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Palawan, una Riserva dell’Umanità e della Biosfera dell’UNESCO nota per le sue foreste tropicali uniche, vive ad una delle più grandi conversioni di terra in piantagioni di palma da olio. 

Almeno 9.000 ettari sono stati convertiti a Palawan, nella parte migliore della foresta delle Filippine. ALIF, una società con sede in diversi paesi asiatici, progetta di espandersi su larga scala. Secondo le informazioni del Manila Bulletin e del nostro partner locale, la Coalition Against Land Grabbing(CALG), altre aziende come la malese Sun Palm Oil Corp. e la filippina Dubana Resources Dev't Corp, puntano a grandi aree del sud di Palawan. A Mindanao, nella provincia di Agusan del Sur ,128.000 ettari di terreno sono stati riservati per le piantagioni di palma da olio. E ora, gli investitori malesi vogliono investire almeno $ 1 miliardo di dollari in palma da olio a Palawan e Mindanao.

Quando il presidente Duterte è salito al potere, si è opposto all'estrazione mineraria affermando che le aziende dovrebbero piantare alberi, rispettare i diritti delle persone e prevenire la contaminazione chimica. CALG chiede: "Perché ora sostiene l'industria dell'olio di palma tristemente famosa per i suoi enormi costi ambientali, l'uso massiccio di prodotti chimici, l'impoverimento e indebitamento delle comunità verso le aziende e le banche finanziatrici?"

I popoli indigeni e le comunità contadine, uniti, chiedono una moratoria sull'espansione della palma da olio, ritenuta l’unica soluzione praticabile per fermare l'appropriazione delle risorse naturali che vengono saccheggiate. Se la povertà deve essere affrontata seriamente, la terra deve essere utilizzata per la sicurezza alimentare dei filippini e non per la produzione di colture a beneficio dei consumatori internazionali.

Firmate la nostra petizione, grazie.

Infor­mazioni

Il precedente governo filippino aveva incentivato la conversione in piantagioni di palma da olio per un milione di ettari in tutto il paese. Con l'espansione della palma da olio avevano promesso giustizia e prosperità sia a Mindanao che a Palawan. Tuttavia, i disordini sociali permangono insieme alle gravi violazioni dei diritti umani, le esecuzioni extragiudiziali di attivisti indigeni, gli sfollamenti forzati, la deforestazione indiscriminata, la perdita di biodiversità, l’erosione genetica delle colture tradizionali, aumentando la malnutrizione, i tassi di disoccupazione e le condizioni di sfruttamento nel lavoro.

Il 28 luglio 2016, è stata consegnata una petizione firmata da oltre 4.200 agricoltori e indigeni presso l'Ufficio del presidente filippino Duterte e alla Segreteria del DENR Gina Lopez esortandoli a sostenere la richiesta per una moratoria sull'espansione della palma da olio. Ad oggi, però, la risposta del governo è stata inconcludente.

Mentre l’espansione della palma da olio non accenna a diminuire, i mezzi di sussistenza dei piccoli agricoltori e delle popolazioni indigene sono gravemente compromessi. "La San Andres Company ora si sta dirigendo verso le formazioni calcaree della foresta di Tres Marias (Poon it batu), che è uno dei luoghi più sacri per noi ed è la fonte stessa della nostra cosmologia", dice un membro della tribù Kadulan di Palawan a Barangay Panalingaan (Municipio di Rizal).

Il partner locale di Salviamo la Foresta nella regione, Coalition Against Land Grabbing - CALG, vuole"chiedere a Regina Lopez, Segretaria del Ministero dell'Ambiente e delle Risorse Naturali (DENR) di rimanere fedele ai principi che ha sempre difeso, ovvero 'indipendentemente da ciò che il governo fa, il benessere delle persone deve essere prioritario'. E 'di fatto immorale e socialmente ingiusto permettere alle imprese di palma da olio di fare soldi e mettere l'ambiente, così come la vita di noi contadini e delle popolazioni indigene, a rischio ".

"Il governo dovrebbe fare progetti per il ripristino delle condizioni di vita e l'ambiente delle comunità già gravemente colpite dall’ industria della palma da olio, anzichè invitare gli investitori malesi a riprodurre questo modello espansivo," è la posizione della tribù Palawan di Sarong (Municipio di Bataraza).

La CALG, la principale organizzazione locale nella campagna contro lo sviluppo della palma da olio, ritiene che l'invasione delle piantagioni di palma da olio in terre e domini ancestrali dei popoli indigeni senza il loro libero e preventivo consenso informato (FPIC) rappresenta una grave violazione della Sezione 59 dell’Indigenous Peoples Right Act (R.A. 8371). Ritiene inoltre che sia irresponsabile incentivare la massiccia espansione della palma da olio in assenza di mappe che comprovino i diritti di proprietà, la classificazione terreni, l’altura, e altri dettagli, delle aree in cui dovrebbe avvenire tale espansione.

 

Ulteriori informazioni

'Washing out Diversity': L'impatto della palma da olio nello sviluppo di prodotti forestali non legnosi (NTFPs), mezzi di sussistenza e produzione artistica delle popolazioni indigene nell’isola di Palawan (Filippine)

Palawan Geotagged Report Part 1 

Palawan Geotagged Report Part 2 

Sarong Geotagged Report 

CALG letter to DENR Secretary of the Department of Environment and Natural Resources (DENR) Ms. Gina López 

Filipino company mulls 10000-hectare oil palm plantation in Palawan 

A Palawan, le piantagioni su scala industriale esistenti sono gestite da aziende come Agumil, San Andres e CAVDEL hanno già effettuato misurazioni in territori forestali per l’estrazione di legname e domini ancestrali:

Philippines CENRO Report Quezon 

Philippines CENRO Report Sandoval 

Letter by the National Commission on Indigenous Peoples 

La petizione sarà inoltre consegnata alle seguenti autorità:

On. Charito B. Plaza, Direttore Generale, Philippine Economic Zone Authority (Peza),

On. Ramon M. Lopez, Segretario, Dipartimento del Commercio e dell'Industria (DTI)

On. Raphael Mariano, Segretario, Dipartimento per la Riforma Agraria (DAR)

On. Emmanuel Piñol, Segretario, Dipartimento dell'Agricoltura (DA)

Signor Avelino Andal, Amministratore, Philippine Coconut Authority - PCA

Signora Leonor T. Oralde-Quintayo, Presidente, Commissione Nazionale dei Popoli Indigeni (NCIP)

On. Jose Chaves Alvarez, Governatore di Palawan

Dott. Nelson P. Devanadera, Direttore Esecutivo, Consiglio Palawan per lo Sviluppo Sostenibile (PCSD)

 

Lettura

CA: Signor Rodrigo Roa Duterte, Presidente della Repubblica delle Filippine; On. Regina Paz Lopez, Segretaria, Ministero dell'Ambiente e delle Risorse Naturali (DENR) e altri

Gentili Signore, Egregi Signori,

Mi dirigo a voi per esprimere il mio sostegno alle richieste presentate dai popoli indigeni e contadini di Palawan al fine di:

- Approvare immediatamente una moratoria sull’ espansione delle piantagioni di palma da olio a Palawan e nel paese;

- Fermare l’occupazione del suolo filippino da parte di imprese malesi e agro-alimentari straniere;

- Garantire rigore nei controlli ambientale delle piantagioni di palma da olio esistenti, con verifiche puntuali e rendicontazione trasparente, così come DENR sta già facendo per le società minerarie;

- Porre fine senza indugi a tutte le attività relazionate con lo sfruttamento della palma da olio che abbiano violato le leggi, i regolamenti ambientali e di salute e sicurezza, nonché i diritti dei popoli indigeni, come indicato nella legge IPRA;

- Pianificare con prudenza l’implementazione di progetti per il ripristino delle condizioni di vita e della terra di quelle comunità rurali e indigene fortemente colpite dallo sviluppo della palma da olio;

- Incentivare, infine, l’approvazione di una riforma agraria che garantisca una vita dignitosa per gli agricoltori che si dedicano alla produzione di colture sane sulla loro terra e che, di conseguenza, non fomenti la privatizzazione dei terreni per le grandi aziende.

Cordiali saluti,

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