Persone ed animali sacrificati per i nostri ortaggi convenienti

Un cavalluccio marino Sulla costa mediterranea della Spagna sta morendo un ecosistema unico, il Mar Menor (© Wolfgang Pölzer/Alamy Stock Foto) Una cucciolo di foca con un pezzo di plastica in bocca La plastica uccide le specie marine (© David J Martin / shutterstock.com)

Mar Menor, la laguna nel sud della Spagna, è oggi contaminata. I grandi supermercati tedeschi abbassano i prezzi degli ortaggi, e gli agricoltori non purificano le acque reflue per risparmiare sui costi. Per la convenienza del mercato muoiono molte creature marine. Ci opponiamo a questo sfruttamento della natura.

Lettera

CA: ALDI, EDEKA, LIDL, REWE

Opponiamoci a ortaggi provenienti da inquinamento e sfruttamento ambientale in Spagna!

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Sulla costa mediterranea della Spagna sta morendo un ecosistema unico, il Mar Menor. La laguna, lunga 20 km, è l'habitat di cavallucci marini e molti altri animali. Ora la laguna è contaminata, i cavallucci marini muoiono. Le acque reflue provenienti dall’irrigazione, inclusi 3.300 tonnellate di nitrato, hanno trasformato la laguna cristallina in una brodaglia verde di alghe.

Questa catastrofe ambientale è il prezzo che la natura paga per favorire le catene di supermercati tedeschi come Aldi, Edeka, Lidl e Rewe che vendono a prezzi bassi broccoli, sedano, pomodori, fragole e meloni. Gran parte di questi prodotti vengono dalla Spagna.

Sono dei veri speculatori, dice un contadino nel rapporto "Le catene di supermercati tedesche mettono gli agricoltori spagnoli sotto pressione?". Vogliono comprare tutto a poco, più è economico, meglio è.I contadini si ritirano o impiegano lavoratori in nero e usano metodi illegali di irrigazione

Sotto teli di plastica si coltiva tutto l’anno a Murcia, Almeria e Huelva, dove decine di migliaia di immigrati dal Nord Africa lavorano in semi schiavitù.

Sono stati ricavati migliaia di ettari di terreno, molti senza permesso. Ci sono ora pozzi e pompe che diffondono nitrati, fosfati e pesticidi contenuti nelle acque reflue inquinando la natura.

A fine 2017, la procura di Murcia ha accusato di reati ambientali gravi 37 persone: agricoltori, commercianti, politici e funzionari. Tra loro il gruppo britannico G's, uno dei maggiori produttori di frutta e verdura in Europa.

Si tratta di un giro d’affari di miliardi di dollari che beneficia anche di sussidi della UE per l’agricoltura. G's fornisce anche Aldi, Edeka, Lidl e Rewe presenti anche in Italia

Unitevi a questa petizione alla grande distribuzione tedesca.

Infor­mazioni

Il  marchio industriale Global GAP – semplice operazione di cosmesi “verde”

Le catene tedesche di supermercati promettono ai clienti prodotti sostenibili sui loro siti Web - prodotti di origine ecologica e nel rispetto sociale di derivazione. Ma non vogliono assumersi la responsabilità delle condizioni in cui si producono ortaggi e frutta in Spagna.Affermano che la frutta e la verdura con il marchio industriale Global GAP, con sede a Colonia, certifica l’origine “controllata” dei prodotti, marchio che le catene stesse hanno creato.

Secondo Salviamo la Foresta il Global Gap, è un’etichetta come altre dietro cui si nascondono pratiche e modalità impiegate in agricoltura che le grandi catene vogliono nascondere al consumatore, ingannando fondamentalmente i clienti.Il Global GAP si concentra su obiettivi di controllo di qualità. Inoltre pretendono di promuovere metodi di produzione sostenibili, un uso responsabile dell'acqua e l’attenzione e considerazione per il benessere dei lavoratori, dei consumatori e degli animali.

Quali alternative?

I consumatori dovrebbero, per quanto possibile, consumare prodotti a livello regionale e stagionale.Questo evita anche le lunghe tratte di trasporto dalla Spagna con i camion. Tra Almeria a Berlino, ad esempio, ci sono 3.000 chilometri. Mangiare fragole tutto l'anno non è indispensabile e porta a conseguenze fatali per l’ambiente. Acquistare prodotti di stagione è la soluzione migliore.

Mar Menor - famosa per i cavallucci marini

Il cavalluccio marino (Hippocampus guttulatus) vive in acque costiere poco profonde in Europa. A Mar Menor,la più grande laguna di acqua salata - 135 chilometri quadrati sulla costa mediterranea spagnola - gli animali hanno finora trovato condizioni di vita ideali. La laguna, separata dal mare da una striscia di dune di 22 chilometri, si trova nella regione di Murcia, nel sud-est del paese. È anche un importante luogo di riposo per gli uccelli migratori europei.

I cavallucci marini non si trovano nella Lista rossa delle specie minacciate, perché i dati rilevati ad oggi sono insufficienti per inserirli. Le minacce per i cavallucci marini provengono dalla distruzione dei loro habitat e dall'inquinamento delle acque.

Anche il boom edilizio sulla costa spagnola e il turismo di massa si stanno sviluppando in modo consistete a Mar Menor. Tuttavia, dal momento che negli ultimi anni i coltivatori di frutta e verdura hanno messo a coltivazione di frutta e verdura le superfici piane vicino alla laguna, lo stato dell'ecosistema è stato drammaticamente compromesso.

La responsabilità è, secondo gli ambientalisti, i media spagnoli e il pubblico ministero che indaga, di chi ha deviato il corso delle acque reflue della coltivazione industriale di frutta e verdura contaminate da nitrati facendola arrivare in zone incontaminate in natura. Dopo il 2016, la qualità dell'acqua è crollata per il proliferare delle alghe, che hanno invaso le spiagge di Mar Menor, tanto che le spiagge hanno perso anche le 19 Bandiere Blu dell'Unione Europea delle quali in precedenza si fregiavano.

Frutta e verdura a prezzi bassi - a scapito dell'uomo e della natura

Anche in altre regioni dove si coltivano frutta e verdura nel sud della Spagna regnano condizioni intollerabili.

Nella zona di El Ejido in Alemeria, interi paesaggi rurali sono scomparsi sotto teloni di plastica - almeno 35.000 ettari. Il mare di plastica è già visibile dallo spazio. Anche qui, le aziende consumano enormi quantità di acqua, acque reflue e rifiuti di plastica. I pesticidi avvelenano le persone e l'ambiente, come mostra il video "La grande bugia della frutta e verdura fresche".

Circa dieci mila lavoratori - molti dei quali rifugiati e migranti senza documenti provenienti dal Nord Africa e dalla Romania – vivono e lavorano in semi schiavitù: salari irrisori contratti ambigui o inesistenti, come testimonia il documentario di Arte Reportage "Spagna: faticano nella serra: Almeria El Ejido". Vivono in baraccopoli precarie senza acqua ed elettricità. Con vecchi teloni di plastica e pali costruiscono precarie baracche sul limite dell'area di coltivazione delle aziende.

La UE ha finanziato con milioni di euro all’anno, in forma di sussidi agricoli, queste aziende, anche se violano le normative salariali, di salute e sicurezza dei lavoratori. Mentre i membri del Parlamento europeo come Martin Häusling e Karl-Heinz Florenz criticano l'assegnazione dei fondi, il commissario europeo per l'agricoltura Phil Hogan non vede la necessità di intervenire su questo tema, come riferisce Tageschau.de.

Che cosa succede ai teloni di plastica, una volta usurati, dopo pochi anni? Un capodoglio morto e spiaggiato in Andalusia lo dimostra. Vengono gettati spesso irresponsabilmente in natura. Nello stomaco del capodoglio sono stati trovati teli di plastica quadrati, tubi per l'irrigazione e altri materiali dell'industria agricola.

 La maggior parte delle fragole in Europa vengono prodotte nella zona di Huelva. In questa zona molto secca, l'acqua è un problema. L'acqua di falda viene spesso pompata attraverso migliaia di pozzi abusivi, causando il prosciugamento del famoso Parco Nazionale di Doñanna, così come diffuso dalla Radio Bavarese BR e dalla televisione svizzera SFR.

Le fragole dalla Spagna meridionale sono spesso fortemente contaminate con diversi pesticidi, come dimostrano le analisi effettuate 

Nelle piantagioni di fragole, migliaia di donne, molte del Nord Africa, lavorano in condizioni indicibili. Spesso sono molestate sessualmente dai dipendenti delle grandi aziende produttrici di fragole e ortaggi, come l’indagine gionalistica di Correctiverneut ha riportato.

Ulteriori informazioni:

Fascicolo contenente le accuse mosse dal procuratore Murcia (in spagnolo): http://servicios.laverdad.es/servicios/textos/denuncia-fiscalia- mar-menor.pdf

 

Film e reportage:

- Report Main of 22. 5.2018: Gli acquirenti tedeschi stanno mettendo sotto pressione gli agricoltori spagnoli? https://www.swr.de/report/gemuese-auf-kosten-der-umwelt-setzen-deutsche-einkaeufer-spanische-bauern-unter-druck/-/id=233454/did=21660296/nid=233454/ 1k2x2wu / index.html

- Arte-reportage del 31/05/2018: lotta per una laguna pulita – i residenti delle  coste della Spagna contro l'agricoltura https://www.arte.tv/de/videos/078230-013-A/re-kampf-um -a-clean-laguna /

- Arte-reportage del 21/04/2017: “Spagna: Nella fucina della serra: Almeria El Ejido https://info.arte.tv/de/spanien-im-treibhaus-schuften

Lettura

CA: ALDI, EDEKA, LIDL, REWE

Gentili Signore, Egregi Signori,

nei vostri supermercati offrite tutto l'anno grandi quantità di frutta e verdura, che sono spesso prodotti nel sud della Spagna, a scapito delle condizioni di lavoro delle persone e della salubrità dell’ ambiente.

A causa della domanda proveniente dalla Germania, le coltivazioni si protraggono tutto l’anno - spesso senza i permessi necessari. Interi paesaggi sono scomparsi sotto grandi teloni di plastica.

Attualmente, la contaminazione del Mar Menor di Murcia è data dalle acque reflue provenienti dalla coltivazione di frutta e verdura. I cavallucci marini e molti altri animali muoiono nelle acque della laguna, un tempo cristallina, ormai invasa da alghe tossiche. Questo accade a Mar Menor un'area internazionale protetta - RAMSAR.

La pressione per l’abbassamento dei prezzi esercitata dagli acquirenti porta i produttori a minimizzare i costi di produzione, per rimanere competitivi e reggere le pressioni del mercato. Chi paga le conseguenze di questo sistema di mercato sono l'ambiente, sempre più contaminato e i lavoratori, spesso migranti africani assunti in nero, che vivono e lavorano in condizioni precarie e di sfruttamento, senza alcuna tutela e rispetto dei loro diritti umani.

Il consumo di acqua è generalmente un problema nelle zone di coltivazione molto secche, come nella regioni di Murcia, Almeria e Huelva. Migliaia di pozzi e pompe - molte delle quali illegali - aspirano le acque sotterranee, arrivando a prosciugare le riserve del Parco Nazionale di Doñana.

I problemi del settore ortofrutticolo in Spagna sono documentati da molti anni e i solleciti per una soluzione sono costanti.

Vi esortiamo ad agire concretamente e al più presto.

La diffusione del settore ortofrutticolo nella zona di Mar Menor, l’estrazione delle acque sotterranee e la contaminazione dell'ecosistema con acque reflue deve essere fermato immediatamente.

Cordiali saluti

Topic

Breve descrizione - Le mucche divorano la foresta

Braciole di maiale, bistecche di vitello cosce di pollo – arriva sempre più carne nei nostri piatti. Prima di arrivare nelle nostre tavole soffrono anche perché vengono allevati e ingrassati in grandi aziende industriali in gabbie troppo strette, prima di passare al macello. Anche le foreste tropicali sono vittime della nostra fame carnivora: piantagioni di soia destinate alla produzione di mangimi coprono vaste aree del Sud America, e distese di pascoli per i bovini si estendono sempre più in profondità nelle foreste. Quali sono le conseguenze per la natura e il clima? Come si può risolvere il problema?

Il punto di partenza – Fame di Carne

La carne è molto popolare in Italia anche se il suo consumo è diminuito nell’ultimo decennio rispetto alla tendenza Europea. Secondo un rapporto della Organizzazione Mondiale della Sanità gli italiani mangiano in media due volte a settimana 100 grammi di carne rossa e 25 grammi di carne trasformata. Il consumo annuo è pari a 78 chili a testa, un risultato comunque considerevole.

Secondo i calcoli di un'organizzazione vegetariana (Calculadora Vegetariana), una persona carnivora può mangiare nell’arco della sua vita circa 7.000 animali, tra cui polli, mucche e maiali. In Italia nel 2011 sono stati uccisi 3.600.000 bovini, mentre nel caso dei maiali la cifra raggiunge i 13.000.000. Questi animali hanno bisogno di grandi quantità di mangime. Per questo un terzo dei terreni agricoli del mondo sono destinati alla produzione di mangimi per animali. Anziché per l’alimentazione delle persone, gran parte della produzione mondiale di mais, grano, soia e segale viene usata per alimentare gli animali da allevamento. Il mangime per suini e pollame si compone di oltre il 30% di soia. Questa soia è importata da paesi per lo più tropicali che perdono le loro foreste per la coltivazione intensiva.

Le conseguenze - Abbattimento di boschi, monocolture e il cambiamento climatico

L’Italia e l'Unione Europea importano quasi tutta la loro soia per mangimi da Argentina, Brasile e Paraguay. Dove prima il paesaggio era coperto da lussureggianti foreste e savane, oggi si trovano grandi campi di soia. Le persone che vivono in questi luoghi sono state sfollate, spesso violentemente. E coloro che non se vanno spesso si ammalano: più di tre quarti dei semi di soia coltivati in Sud America è geneticamente modificato. Ciò significa che viene spruzzato il glifosato, un veleno segnalato dall'OMS come una possibile causa di tumori e danni genetici all'uomo.

Un ulteriore problema sono i pascoli per il bestiame. Per estendere ancora di più la frontiera agricola ci si spinge sempre più in profondità nelle foreste che vengono abbattute per questo scopo. Le aree destinate al pascolo sommate ai campi per coltivare mangimi coprono tre quarti della superficie agricola globale. Gli effetti sul clima sono allarmanti: il metano emesso dallo stomaco delle mucche, il CO2 derivante dall’abbattimento degli alberi e dall'uso di macchine agricole, e il protossido di azoto rilasciato dai fertilizzanti.

Il 18% delle emissioni globali di gas serra provengono da allevamenti.

La soluzione - Abbracciare il vegetarianismo o ridurre le grigliate

Il futuro delle foreste tropicali si decide nei nostri piatti: prodotti a base di carne del nostro menu costituiscono il 72% delle emissioni di gas serra dall’alimentazione. Rispetto al cibo non animale, per la sua produzione si usa una superficie di quattro volte superiore.

I seguenti suggerimenti vi aiuteranno a proteggere gli esseri umani, la natura e il clima:

  1. Verdure, più spesso: prodotti a base di seitan, avena o altre verdure sono sempre più spesso disponibili nei negozi di alimentari.
  2. Le grigliate, la domenica: chi non vuole fare completamente a meno della carne e dei prodotti da allevamenti industriali può ridurne il consumo. La carne biologica con marchio bio non fa uso dell'alimentazione convenzionale a base di soia transgenica. Si può anche propendere solo per il consumo di carne a produzione locale, come prodotti a chilometro zero.
  3. Non sprecare il cibo: i dati della Commissione Europea dimostrano che in Europa si sprecano in media 180 chili di cibo pro capite, in Italia la cifra è di 108 chili pro capite. Un acquisto e un consumo più consapevole può salvare molte vite e preservare la natura.
  4. Protestare al di là del cibo: manifestazioni come "La Marcia contro la Monsanto" mobilitare migliaia di persone per una dieta più sana e un’agricoltura più rispettosa degli animali da allevamento, gli esseri umani e il clima. Inoltre, fare pressione sulla classe politica perchè prenda decisioni più efficaci. È inoltre possibile partecipare a cyber azioni quando non ci sono manifestazioni di piazza o scrivere lettere ai rappresentanti locali e nazionali dell'amministrazione governativa.

Questa petizione è disponible in queste lingue:

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