La deforestazione è durata abbastanza a Sarawak: basta!

Le comunità hanno eretto un posto di blocco Le comunità hanno eretto un posto di blocco (© SADIA)

Il popolo indigeno Iban si batte per salvare la foresta a Sarawak nel Borneo. Imprese entrano nelle loro terre per deforestare e implementare piantagioni. Il governo sta aggravando la situazione ignorando i loro diritti sulla terra. Chiediamo al governo malese il rispetto dei diritti dei popoli indigeni.

Lettera

CA: Ai governi della Malesia e dello Stato federale del Sarawak

Rispettate i diritti delle popolazioni indigene e attivatevi per prevenire la distruzione della foresta a Sarawak.

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Per contrastare la deforestazione, il popolo Iban ha eretto una barricata  implorando l'aiuto del loro Dio in una cerimonia tradizionale. Lo stesso vale per la conservazione delle ultime foreste del Sarawak, la loro terra natia.

Per più di 30 anni, la natura è stata sistematicamente saccheggiata nella parte malese del Borneo. L'attivista Matek Geram dell'Associazione Iban di Sarawak (SADIA) ha identificato più di 100 compagnie di olio di palma coinvolte in dispute sulla terra. Dall'ottobre 2018, Sawit Plantation Sdn. Bhd. è in cima alla lista. La compagnia ha convertito le terre con piantagioni di palma da olio, spiega Matek. Coltivazioni per la produzione di cellulosa e una cava di pietra si trovano ora a Ulu Kelawit.

Se questa sarà la tendenza, presto non ci sarà più foresta a Sarawak. Resteranno solo poche aree forestali, in aree troppo ripide per essere sfruttate, così come in rare riserve naturali. Lo stato malese è uno dei principali centri della deforestazione globale.

I territori che ospitano scimmie nasiche e oranghi forniscono i principali mezzi di sostentamento delle popolazioni indigene. Gli Iban e altri popoli indigeni come i Penan vogliono proteggere le foreste dei loro antenati, ma devono affrontare avversari potenti. 

Gli abitanti dei villaggi sanno che le barricate non saranno sufficienti per fermare la deforestazione. Mappano le loro terre ancestrali e affrontano le compagnie in tribunale. È sempre più difficile vincere le cause perché il governo del Sarawak sta privando i nativi dei loro tradizionali diritti sulla terra.

Chiediamo ai politici malesi e del Sarawak di rispettare i diritti dei popoli indigeni e proteggere le foreste.

Sostieniamo la resistenza degli indigeni facendo una donazione.

Infor­mazioni

Salviamo la Foresta ha supportato Matek dal 2015, quando la Bintulu Lumber Development (BLD) ha occupato 14.000 ettari di torbiere per le piantagioni di palma da olio. Secondo le stime dell'organizzazione di Chain Reaction Research, la BLD è uno dei più grandi responsabili della distruzione delle foreste. La BLD è anche al primo posto nella lista dei più grandi responsabili della distruzione forestale dei primi nove mesi del 2018.

La BLD appartiene al gruppo forestale KTS. L'azienda vende motoseghe a Sarawak. Matek Geram è andato in Germania nel marzo 2016 per protestare contro la sede produttiva della Stihl a Waiblingen. Ma la compagnia ha rifiutato di riceverlo.

I Penan fermano una compagnia forestale

A metà ottobre, la popolazione indigena di Penan è riuscita a fermare la compagnia forestale Lee Ling. Il Fondo svizzero Bruno Manser, che sostiene i Penan, scrive:

Nella battaglia per proteggere le ultime foreste primarie rimanenti del Borneo, gli indigeni Penan hanno ottenuto una vittoria sulla compagnia estrattivista implementando un metodo non convenzionale e creativo.

La comunità dei Penan guidata dal capo Peng Megut a Sarawak, Malesia ha usato uno stratagemma per fermare la società di estrazione di legname Lee Ling, che voleva abbattere la loro foresta.

Ad agosto, i Penan hanno costruito spontaneamente una casa sulla strada forestale. Quindi, in questo modo, hanno bloccato la strada costituendo una barricata per i bulldozer che non erano più in grado di passare.

La compagnia Lee Ling è tornata sulla barricata venerdì 12 ottobre 2018, accompagnata da agenti della polizia. Grazie alla formazione specifica ottenuta con il  supporto legale fornito, i Penan erano comunque ben preparati. Grazie alla documentazione presentata dalla Bruno Manser Fonds, sono riusciti a convincere le autorità che la compensazione pianificata da imprese e governo avrebbe danneggiato i loro diritti tradizionali.

Di conseguenza, con sorpresa di tutti, l'autorità forestale ha ordinato alla compagnia di legname di ritirarsi dalla foresta di Long Tevenga.

I Penan si stanno battendo dagli anni '90 per preservare la foresta di Sarawak, nella parte malese dell'isola del Borneo. L'anno scorso, la Bruno Manser Fonds ha pubblicato una raccolta di 23 mappe in scala 1: 35.000 che dimostrano il loro uso tradizionale della terra.

 

Lettura

CA: Ai governi della Malesia e dello Stato federale del Sarawak

Egregio Primo Ministro,
Egregio Primo Ministro,

Sarawak è diventato tristemente famoso negli ultimi anni per essere una delle aree più gradi dove avviene la deforestazione nel mondo. La riduzione delle torbiere è particolarmente preoccupate. Se questa distruzione ambientale continuasse, il Sarawak sarà presto quasi completamente privo di foreste. Questo avviene in un momento particolarmente critico, in cui il ruolo chiave svolto dalle foreste nel contenimento dei cambiamenti climatici sta diventando sempre più evidente.

La deforestazione distrugge l'habitat di delle scimmie nasiche e oranghi oltre a privare della principale fonte di sostentamento delle popolazioni indigene, come le comunità di Penan e Iban. Le popolazioni ancestrali per preservare le foreste dei loro antenati, devono confrontarsi con potenti avversari. Le aziende stanno entrando nelle loro terre in gran numero, deforestando per implementare piantagioni per la produzione di cellulosa o olio di palma.

Gli attivisti locali hanno elaborato un elenco di oltre 100 compagnie di olio di palma coinvolte in dispute sui diritti della terra responsabili della distruzione ambientale. Il governo del Sarawak peggiora la situazione privando le popolazioni indigene dei loro tradizionali diritti sulla terra.

Vi chiediamo di rispettare i diritti dei popoli indigeni e proteggere le foreste dalla distruzione.

Cordiali saluti,

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