"Biocombustibili": la UE taglia 700.000 ha di foresta

La politica UE dei biocombustibili distrugge le foreste tropicali e la biodiversità Il Parlamento Europeo sta discutendo l’uso dell’olio di plama per i veicoli (© Composer/Fotolia + Shebalso/Flickr - Montage: Rettet den Regenwald)

La UE pretende di salvare il clima con combustibili presunti amici dell'ambiente e classifica l'olio di palma come sostenibile - nonostante la deforestazione per coltivarlo. Attualmente 1,9 milioni di tonnellate di questo olio finisce nei serbatoi delle auto. Ora l'UE sta rivedendo la sua politica.

Lettera

CA: Commissione Europea; Consiglio dell’Unione Europea; Parlamento Europeo; Governi degli Stati Membri

Unione Europea: fermate la politica sugli agrocombustibili ed eliminate tutti gli incentivi, le agevolazioni e le impotazioni.

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L'UE vuole che viaggiare in auto sia ambientalmente più amichevole, per salvare il clima, con combustibili più ecologici. Cosí i combustibili che si vendono nei distributori contengono sempre maggiori percentuali dei così detti "biocombustibili".

L'anno scorso nella UE si sono mescolate con il diesel, 1,9 milioni di tonnellate di olio di palma - insieme a ulteriori milioni di tonnelate di olio di soia e colza, anch'essi ambientalmente discutibili.

Le piantagioni di palma necessarie per la produzione di queste quantità arriva a 700.000 ettari - terre che prima erano foreste tropicali e l'habitat di oranghi in pericolo di estinzione. Nonostante questo, l'UE considera l'olio di palma come sostenibile.

Ambientalisti, esperti in materia di sviluppo e scienziati avvertono, da anni, rispetto alle conseguenze negative dell'energia a base di piante. Ai politici di Bruxelles, da tempo, la loro politica energetica gli si è ritorta contro, come dimostrano tanto studi indipendenti, come quelli commissionati dalla setssa UE: il biodiesel da olio di palma e di soia e colza prodotti localmente, sono più dannosi del diesel fossile da petrolio.

L'UE dovrebbe fermare la politica dei biocombustibili immediatamente. Però l'industria agraria fa di tutto per continuare con questo grande affare. Nell'UE, oltre 10 miliardi di Euro all'anno sono invertiti in sovvenzioni statali per gli agrocombustibili.

Ci sono nuove opportunità di agire in vista del 23 maggio 2014: gli ambasciatori degli Stati membri si riuniranno di fronte all'Unione Europea per discutere il tema degli agrocombustibili. Se raggiungessero un accordo, si passerebbe al giudizio dei Ministri dell'Ambiente ed Energia che voterebbero il 12 e il 13 giugno.

Per favore, firmate la nostra petizione all'Unione Europea sull'energia "verde".

Infor­mazioni

Sempre maggiori quantitativi di agrocombustibili e materie prime per la loro fabbricazione si importano da altri continenti. Nel sud-est asiatico distruggono le foreste per piantare palma da olio. In Sudamerica bruciano le foreste e le praterie per lasciare spazio alle monocolture di canna da zucchero e soia. A base di queste materie prima si fabbricano il bioetanolo e il biodiesel. Tutte queste monocolture causano lo sfollamento massiccio di contadini e la perdita della sovranità alimentare di intere popolazioni.

Malesia e Indonesia sono i maggiori produttori di palma da olio, con il 90% del mercato - e allo stesso tempo i maggiori responsabili della distruzione delle foreste tropicali. Nel mercato europeo arrivano sei milioni di tonnellate di olio di palma, l'olio vegetale più economico.

In Italia, per esempio, l'agrocombustibile contiene, secondo alcune analisi, un terzo di olio di palma e la proporzione tende ad aumentare. L'ENI, in parte statale, sta investendo 100 milioni di Euro per costruire una raffineria di biodiesel a Marghera (VE). Nel 2015 sarà pronta ed avrà una capacità di 500.000 tonnellate. La materia prima per rifornirla: olio di palma da Malesia e Indonesia.

Lettura

CA: Commissione Europea; Consiglio dell’Unione Europea; Parlamento Europeo; Governi degli Stati Membri

Gentili Signore, Egregi Signori,

Non sono d'accordo con il fatto che l'Unione Europea si ostini a promuovere gli agrocombustibili.

Con gli agrocombustibili non solo si aggrava la fame nel mondo, ma si provoca una catastrofe ambientale e climatica. Le monocolture industriali si estendono in tutto il mondo a discapito degli ecosistemi naturali e distruggono la biodiversità.

Ambientalisti, attivisti dei diritti umani, scienziati, esperti dello svilupppo e organizzazioni internazionali come le Nazioni Unite e l’OECD hanno chiesto a gran voce per anni che l’UE mettesse fine alla dannosa politica dei biocombustibili.

Persino i risultati ottenuti dagli studi scientifici effettuati su richiesta della Commissione Europea dimostrano che il biodiesel da olio di palma, soia e colza causa più emissioni che il diesel comune.

Inoltre, la produzione di biocombustibili implica enormi quantitativi d’acqua, così come di fertilizzanti e pesticidi che pregiudicano l’ambiente e la salute.

Tutti questi problemi non si risolvono con la proposta della Commissione Europea di ridurre al 5% la quantità di agrocombustibili da alimenti e di moltiplicare per quattro gli agrocombustibili da scarti e le importazioni.

Per favore abolite l'obbligo di miscelare gli agrocombustibili con combustibili tradizionali ed eliminate tutti gli incentivi, le agevolazioni e le importazioni.

Il diritto umano al cibo, la conservazione della biodiversità e la protezione della natura devono avere la priorità rispetto agli interessi ed affari dell’industria degli agrocombustibili.

Distinti Saluti

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