Filippine: la Foresta vale piú della palma da olio

Donne e bambini indigeni delle Filippine Donne e bambini subiscono i danni dell’espansione della palma (© Aldaw)
106.585 firmatari

Fine dell'azione: 22 mag 2014

Il governo delle Filippine prevede l'espansione in grande scala delle piantagioni di palma da olio nelle isole di Mindanao e Palawan, una Riserva di biosfera dell'UNESCO. Le popolazioni autoctone e la rete ALDAW si sono organizzate per preservare le terre e le foreste dalle quali dipende la loro vita. Unitevi a questa petizione!

Lettera

CA: Presidente della Filippine Sig. Benigno Aquino III; Governatore di Palawan; Governatori delle Provincie Misamis Orientale e Bukidnon a Minadanao; CC Erina Bokowa; Direttrice Generale dell’UNESCO

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“L’espansione delle monocolture di palma é una tragedia per la nostra gente. Distrugge il nostro territorio ancestrale e le foreste, portandoci alla miseria”, spiega Artiso Mandawa della rete indigena ALDAW dall’isola di Palawan.

Attualmente le piantagioni di palma da olio giungono ai 50.000 ettari. Altri 40.000 ettari di terra stanno per essere implementati a Mindanao e Palawan con il pretesto di combattere la povertá, riducendo l'importazione di olio per l'alimentazione. Nell'ottica dei politici, la terra é "inutilizzata" e "improduttiva".

Quello che il governo non dice é che queste terre appartengono a piccoli agricoltori e indigeni che coltivano riso e legumi, raccolgo allo stesso tempo frutta, piante medicinali e materiale da  costruzione. I fiumi danno loro acqua pura.
“Se ci tolgono la terra, violano i nostri diritti e le nostre famiglie moriranno di fame. Non ci resta che opporci”, spiega Rubenson Batuto, un indigeno higanon dell’isola di Mindanao. “Come abitanti ancestrali abbiamo diritto alla terra, nonostante oggi  ci venga negato”.

Gli indigeni sono riusciti a conservare la biodiversitá, unica, con il loro stile di vita semplice e vicino alla natura. Nelle foreste tropicali e  nelle mangrovie vivono 49 specie animali e 56 specie vegetali, minacciate di estinzione. Come il coccodrillo delle Filippine (Crocodylus mindorensis), lo Speroniere di Palawan (Polyplectron napoleonis) e una specie di farfalla della famiglia dei papilionidi autoctona delle Filippine (Graphium megaera). L’UNESCO ha dichiarato Palawan riserva della biosfera nel 1990.

Per favore, firmate la petizione della ALDAW indirizzata alle autoritá filippine. Devono fermare l’espansione della palma da olio e rispettare i diritti degli abitanti ancestrali dell’isola.

Infor­mazioni

Pochi luoghi del sud es asiatico si possono paragonare per belleza a Palawan, mentre Mindanao é una delle isole dove ancora si conservano preziose foreste.

Il boom della palma da olio

La palma da olio si utilizza per la produzione di biocombustibili e alimenti. I mercati della palma da olio sono globali. La loro espansione é stata possibile in seguito a scandalose sottrazioni violente di terra e una rapida deforestazione. A indigeni e contadini non resta altra soluzione se non convertirsi in lavoratori delle monocolture di palma, la cui espansione é stata accompagnata da povertá e fame, cautelando solo gli interessi privati. Ha buona diffusione l’informazione a sostegno dei biocombustibili prodotti da olio di palma come soluzione alle elevate emissioni di carbonio prodotte dai combustibili fossili tradizionali, si dice che diano maggiore indipendenza energetica e siano uno strumento per combattere la povertá. Questo é molto lontano dalla veritá.

Nelle Filippine  i produttori di olio di palma lo vendono, ora, nel mercato locale di alimenti, esportando invece l’olio di cocco a prezzi migliori. L’olio di cocco é di una qualitá migliore e serve a sostenere l’economia famigliare e fabbricare numerosi prodotti. Nel consegnare il mercato nelle mani dei grandi produttori si distrugge il tessuto economico e alimentare locale, con conseguenze catastrofiche e preoccupanti, secondo la denuncia della rete ALDAW.

Violazione dei diritti umani, sociali e ambientali con la palma

L’affare della palma a Palawan é nelle mani della Palawan Palm & Vegetable Oil Mills Inc.  e la sua filiale Agumil Philippines Inc. Entrambe le compagnie sono state create attraverso associazioni tra investitori delle Filippine, Singapore e Malesia. “Siamo prigionieri delle nostre terre”, denuncia Artiso Mandawa, e non si rifersice solo alla dipendenza economica che la popolazione inizia ad avere verso l’industria della palma da olio. “Si sono diffusi nuovi parassiti provenienti dalla piantagione che hanno invaso le fattorie, distruggendo migliaia di alberi da cocco piantati dai nostri padri e nonni, cosí come altre coltivazioni. Nelle piantagioni di palma le condizioni lavorative sono di sfruttamento totale arrivando al lavoro infantile.” Inoltre, aggiunge il direttore di ALDAW, molte comunitá sono state ostacolate dagli steccati e dalle piantagioni di palma e gli abitanti, per raggiungere i loro campi, devono percorrere infinite deviazioni.

L’autosufficienza e l’integritá culturale di intere  comunitá indigene é minacciata costantemente. Nella provincia di Mindanao, la sottrazione di terre per implementare la palma da olio é stata seguita da altre violazioni dei diritti umani che includono persone aggredite a colpi di arma da fuoco, incendio di case, arresti e detenzioni illegali da personale armato a servizio dei palmicultori, molestie e minacce di morte. Parte del personale della compagnia A. Brown Inc., a Mindanao avrebbe distrutto il raccolto della popolazione locale. Nell’ottobre del 2012, quando si verificarono gli episodi di violenza piú efferati contro coloro i quali si opponevano all’espansione della palma da olio, fu assasinato Gilbert Paborada, indigeno Higanon.

Salviamo la Foresta

Dal 2010, Salviamo la Foresta appoggia la rete indigena ALDAW nelle denunce di progetti minerari e agroindustriali che colpiscono l’integritá delle popolazioni indigene delle Filippine, come la sicurezza alimentare e il cambio climatico. La protesta indirizzata alla direttrice generaledell’UNESCO Irina Bukowa, ha obbligato la commissione responsabile a richiedere spiegazioni al governo filippino riguardo alle minacce nei confronti del patrimonio dell’UNESCO.

Mappatura della palma da olio

Attualmente la nostra organizzazione controparte di ALDAW sta facendo la mappatura di tutti i punti dove si trovano le piantagioni di palma da olio a Palawan, usando la tecnologia della geolocalizzazione. Consiste nell’ associare fotografie con punti geografici easatti.  Le immagini vengono processate mediante una applicazione e quindi esposte a una mappa satellitare di google. Questo lavoro sta consentendo di comprovare la sovraesposizione tra le diverse piantagioni di palma e la terra che utilizzano gli indigeni per sopravvivere.


Le documentazioni di ALDAW (in inglese) si trovano in:

The
 Palawan 
Oil
 Palm
 Geotagged
 Report
 2013
 Part I - The 
environmental 
and
 social 
impact
 of 
oil palm
 expansion on

 Palawan
 UNESCO 
Man 
& 
Biosphere
 Reserve
 (The Philippines)

The
 Palawan 
Oil
 Palm
 Geotagged
 Report
 2013
 Part IISamples 
of 
geocoded 
photos
 of
 oil 
palm 
locations
 and 
impacted
 areas

 

Lettera

CA: Presidente della Filippine Sig. Benigno Aquino III; Governatore di Palawan; Governatori delle Provincie Misamis Orientale e Bukidnon a Minadanao; CC Erina Bokowa; Direttrice Generale dell’UNESCO

Egregio Sig. Presidente Aquino III, Egregi Sig.ri Governatori, Gentile Sig.ra Bokowa:

Sono preoccupata/o per l’espansione delle piantagioni di palma da olio nelle Filippine, specialmente a Mindanao e Palawan.

Le monocolture industriali di palma non contribuiscono al benessere della popolazione – al contrario, distruggono la base di sussistenza della popolazione indigena, cosí come la biodiversitá unica di Palawan, Riserva di Biodiversitá dell’UNESCO e gli ecosistemi unici che si conservano ancora a Mindanao.

Appoggio le istanze della rete indigena ALDAW:

+ Per favore, rispettate i diritti umani e i diritti alla terra degli indigeni, contadine e contadini.
Che non ci siano piú esecuzioni extragiudiziali di lider indigeni, gli assassini e mandanti dell'attivista Gilbert Paborada vengano identificati e sanzionati, cosí come nel caso dei crimini dei membri dell'alleanza indigena Kalumbay a nord di Mindanao.

+ Restituite la terra a coloro ai quali é stata sottratta per implementare piantagioni di palma.

+ Fermate le conversioni di terra e i progetti di taglio, i permessi per deforestare (per es. Environmental Clear Certificates) concessi a piantagioni di palma dal dipartimento dell’Ambiente e Rsosrse Naturali.

+ Estirpate tutte le piantagioni di palma implementate illegalmente nelle foreste e riforestate queste superfici con specie autoctone.

Infine, vi chiedo di garantire alla popolazione locale la sicurezza alimentare e uno sviluppo nel rispetto della natura. Bloccate i vostri progetti e programmi comprendenti biocombustibili e palma da olio.

Distinti saluti