In Nicaragua, il popolo dice NO al Grande Canale

Nicaragua: nave attraversa la foresta Distruzione massiva della natura per agevolare il libero commercio globale (© Glyn Lowe & Stéphane Bidouze / Montage: Rettet den Regenwald)

Deforestazione in grande scala, distruzione di aree naturali, espropriazioni. Un paese diviso in due. Presto si costruirà un nuovo canale in Nicaragua che favorirà il traffico per l’esportazione di materie prime e mercanzia su grandi navi container e petroliere. Intanto, cresce la resistenza al progetto. Unitevi alla petizione.

Lettera

CA: Presidente Daniel Ortega e Autorità del Nicaragua

Decretate l’invalidità del progetto del Grande Canale del Nicaragua perché distruggerà l’ambiente e gli abitanti del Nicaragua. Annullatelo oggi stesso.

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Mentre il presidente del Nicaragua annuncia l’arrivo di una nuova era con il Canale, i cittadini rispondono “No al Canale!”. Ci sono già state 45 manifestazioni in difesa della bellezza naturale, le terre, l’acqua ed il lago. L’ultima manifestazione, sabato scorso, 13 giugno.

Circa 280 km di lunghezza, 520 m di ampiezza e 30 m di profondità – molto più grande del canale di Panama – queste le dimensioni del Canale che stabilirebbe una comunicazione da costa a costa, tra l’Oceano pacifico e Atlantico attraverso il mar dei Caraibi.

Effetti negativi sulla natura e gli esseri umani

100.000 persone soffriranno per espropriazione e trasferimento coatto, senza sapere dove e quando avverrà, non ci sono state né riunioni né consulta previa. 400.000 ettari di foresta, con i suoi giaguari, tapiri,lamantiniaquile arpia e scimmie ragno sono minacciati.

Dragheranno il Lago Nicaragua, riserva di acqua dolce dell’America Centrale, per 90 km per far entrare le grandi navi, danneggiando gravemente i pesci ciclidi e gli squali.

“Non ci sono studi tecnici, ambientali, di fattibilità finanziaria o di proiezione sui benefici, ovvero, non ci sono le condizioni minime per iniziare il progetto”, chiarisce Monica Lopez Baldonado, avvocata ambientalista.

Progetto Ambizioso

Non solo il canale e le relative chiuse: strade per il traffico pesante, reti ferroviarie, oleodotti, zone industriali; porti, aeroporti, idroelettriche, cementifici, acciaierie, fabbriche di esplosivi e installazioni ausiliarie.

Il governo del Nicaragua ha dato in concessione la costruzione ed amministrazione del Canale ad un impresario cinese, Wang Ying, per 50 anni, prorogabili per altri 50. Non è chiaro come la sua azienda, HKND Hong Kong Nicaragua Development, registrata nelle isole Cayman, finanzierà la megacostruzione.

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Infor­mazioni

Una megacostruzione

Il canale di Panama avrà un rivale più alto, ampio e profondo, oltre che più costoso, che permetterà il passaggio di più petroliere e navi portacontainer.

Il proposito del Canale è di facilitare il trasporto e commercio globale di materie prime dall’America Latina come: ferro, carbone, e altri minerali, legname, cereali, sale e sempre più petrolio grezzo dal Venezuela, i caraibi, gli USA e il Golfo del Messico, principalmente verso la Cina, il cui governo si compone di molti integranti interessati all’ambizioso progetto. Dal continente americano partono sempre più imbarcazioni cariche di fonti energetiche destinate ai mercati asiatici in auge.

Siccome la Cina commercia i suoi prodotti a livello massivo in tutto il mondo, stiamo parlando, quindi, di un problema globale che riguarda tutte e tutti.

Con la concessione per la costruzione del canale si scatenerà tutto un insieme di conseguenze fatali, come il superamento velato dei diritti per lo sfruttamento delle materie prime in grande scala e dei diritti sull’uso della terra.

La rotta del Canale inizia da un piccolo paese di pescatori, Brito, nella costa pacifica, attraversa il vicino Lago Nicaragua o Lago Cocibolca e le foreste a ovest del paese, tra queste si trova La Riserva Naturale Cerro Silva, per terminare vicino a Punta Gorda nel Mar dei Caraibi. Altre zone protette colpite saranno la Riserva della Biosfera Bosawas e la Riserva Biologica Indio Maiz che, per altro, dovranno ricevere i flussi migratori risultanti dallo sfollamento di migliaia di famiglie lungo tutto il tragitto del canale.

 

Senza effettuare studi ambientali e in modo irresponsabile

Come si è visto, sono a rischio alcune delle regioni più fragili, incontaminate e scientificamente importanti dell’America Centrale. Né il governo del Nicaragua né l’azienda concessionaria hanno effettuato studi esaustivi sugli immensi impatti del magaprogetto ingegneristico. Di fatto, l’approvazione della legge sul canale, senza l’esistenza previa di studi, dimostra il livello di irresponsabilità relativa alla gestione del progetto.

Gli studi dell’azienda costruttrice prevedono una fascia di influenza di 10 km di ampiezza per ambo i lati del tracciato del canale per lo sfruttamento di risorse, la costruzione di strade e infrastrutture.

L’unica persona che ritiene che il canale rispetti la natura è il signor Wang Ying, il capo del consorzio costruttore. Bisogna sottolineare che la sua politica di informazione al riguardo lascia molto a desiderare e che la sua azienda, Hong Kong Nicaragua Canal Development Investment Co Ltd. (HKND) è esonerata da qualsiasi responsabilità ambientale.

 

Il Lago Nicaragua (Lago Cocibolca)

Per costruire il Canale attraverso il Lago Nicaragua (8.000 km2), che in media ha una profondità di 10 m, bisognerà dragare il lago. Milioni di tonnellate di fango verranno depositati in un’altra sezione del lago o nelle vicinanze dello stesso.

La costruzione del Canale Interoceanico non minaccia solo il lago ma, in futuro, il suo funzionamento causerà la salinizzazione e contaminazione a causa del petrolio trasportato dalle navi. Nuove specie infestanti e piaghe potranno costringere alla fuga e minacciare seriamente la vita della biodiversità del lago. Per poter avere acqua sufficiente per le scuole, si progetta una diga nel fiume San Juan, che sfocia naturalmente nel Lago Nicaragua. Questo fiume è la frontiera naturale con il vicino Costa Rica, che scorre verso il mar dei caraibi attraverso zone umide protette dalla Convenzione RAMSAR. 

Lo scorso marzo, un gruppo di 11 organizzazioni e movimenti sociali hanno partecipato ad un’udienza di fronte alla CIDH nella quale hanno denunciato le molteplici violazioni dei diritti umani ed hanno esposto le loro principali preoccupazioni in relazione alla costruzione del canale Interoceanico del Nicaragua e la normativa che sostiene la concessione del canale, così come le irregolarità nel processo di approvazione della stessa. Inoltre, hanno fatto riferimento ai gravi impatti e rischi per i diritti umani della popolazione, includendo le popolazioni indigene e afrodiscendenti; hanno riferito riguardo agli episodi di aggressione da parte della polizia, l’intimidazione militare e la detenzione illegale che hanno dovuto subire le tante persone che hanno protestato contro il progetto. Video dell’udienza 

 

Stima delle dimensioni del canale

278 km di lunghezza (105 km dentro il lago)

520 metri di ampiezza

28 – 30 metri di profondità

 

Ulteriori informazioni (In spagnolo)

Tutte le informazioni legali, ambientali, sociali riguardanti il Canale Interoceanico del Nicaragua si trovano nel dropobox pubblico di Nicaragua sin Heridas 

25 verità sulla concessione del Canale: dimensioni e portata della concessione 

Considerazioni e Proiezioni socio – ambientali del progetto del Canale 

Sulle foreste del Nicaragua Facebook Nicaragua sin Heridas 

Lettura

CA: Presidente Daniel Ortega e Autorità del Nicaragua

Sig. Presidente Ortega:

Il progetto del Canale del Nicaragua viola la Costituzione della Repubblica, molteplici leggi nazionali, e più di 10 trattati ambientali internazionali sottoscritti dal Nicaragua.

La rotta del Canale intaccherà sette aree protette e implicherà la distruzione di 193 mila 400 ettari di foresta, beni naturali, minacciando il sistema idrico e la ricchezza biologica del paese. Dividerà in due sei dei tredici comuni presenti nella rotta del Canale, destrutturando la geografia nazionale dando vita a un “Nicaragua del Nord” e un “Nicaragua del Sud”, forzando lo sfollamento di migliaia di nicaraguensi.

Il Grande Lago Cocibolca – la riserva d’acqua dolce più importante dell’America Centrale e il lago tropicale più ricco delle Americhe per il suo enorme valore ecologico ed economico – verrà contaminato con idrocarburi, salinizzazione, sedimentazione, intorbidimento delle acque ed invasione di specie non autoctone producendo danni catastrofici: questo l’avvertimento della comunità scientifica.

Organizzazioni nicaraguensi hanno constatato minacce naturali come l’altro livello di pericoli sismici e rischi seri per la presenza di tormente, uragani e siccità che il governo non ha preso in considerazione.

Attualmente, la costruzione del canale implica gravi impatti e rischi per i diritti umani della popolazione, includendo le popolazioni indigene ed afrodiscendenti: aggressioni da parte della polizia, intimidazioni militari e detenzioni illegali nei confronti di persone che hanno protestato contro il progetto.

La comunità internazionale ha concluso che è giuridicamente inaccettabile che i diritti umani vengano sacrificati ed ha catalogato come irresponsabile l’esecuzione di progetti di investimento senza la presenza di studi previ, di impatto socio – ambientale con una base scientifica solida, seria ed attendibile.

Il vostro governo deve decretare l’invalidità del progetto ed annullarlo oggi stesso.

Promuovete un dibattito ampio e trasparente coinvolgendo tutta la popolazione e attivate i meccanismi di consulta previa, libera, informata e in buona fede per le popolazioni indigene ed afrodiscendenti.

Sanzionate i responsabili delle violazioni dei diritti umani che si sono verificati sino ad oggi e prevenite il verificarsi di ulteriori eventi analoghi.

Ponete fine alla militarizzazione.

Non date vita a rappresaglie di alcun tipo nei confronti delle organizzazioni e delle persone che si oppongono al progetto.

Questa petizione è disponible in queste lingue:

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