Comunicato stampa contro la 4^ Conferenza latina della RSPO in Honduras

9 ago 2013

Comunicato stampa di Rights Action, Salva la Selva, Biofuelwatch e Food First

6 agosto 2013 – Le organizzazioni ambientali e dei diritti umani internazionali criticano la quarta Conferenza latina del Roundtable on Sustainable Palm Oil (RSPO) che si terrà in Honduras tra il 6 e l’8 agosto 2013 ( Conferenza http://rspo2013.com/ Sito) [1].

Le organizzazioni ambientali e sociali sono scioccate dal fatto che uno degli sponsor della conferenza sia la società Dinant il cui proprietario è Miguel Facussé, uno dei più potenti proprietari terrieri in Honduras per la produzione di olio di palma.Tali organizzazioni hanno invitato il WWF e altre associazioni ambientaliste a ritirarsi dalla conferenza in Honduras e a denunciare le gravi implicazioni per i diritti umani [2]. Il signor Facussé ha giocato un ruolo chiave ed è stato beneficiario del colpo di stato in Honduras nel giugno 2009 [3], è stato associato al mercato della droga [4] e dal giugno 2009 è anche stato collegato all’assassinio di oltre 88 membri e sostenitori delle organizzazioni contadine della valle di Aguán [5], una delle principali regioni per la produzione di olio di palma.

Annie Bird di Rights Action dichiara: Tenere una conferenza in Honduras e permette alla società Dinant di sponsorizzare l’evento e di presentarsi con uno stand significa che RSPO chiude gli occhi di fronte a gravi e sistematiche violazioni dei diritti umani, tra cui lo spostamento forzato di intere comunità e più di 88 omicidi, la cui responsabilità va alle imprese palmicoltrici, specialmente alla Dinant. La conferenza RSPO serve a rafforzare l’impunità nella quale operano i produttori di olio di palma su larga scala.

L’RSPO è in gran parte dominata dagli interessi di grandi multinazionali come Nestlé, Unilever, Rabobank - tutte coinvolte nel furto di terra in Asia, America Latina e Africa “. [6]
Secondo Tanya Kerssen, coordinatore di ricerca di Food First, Il caso di Dinant è emblematico di come le grandi aziende controllate dalle élite usano olio di palma per espandere il loro controllo sulla terra e altre risorse. L’RSPO non è altro che una via preferenziale verso la continua espansione delle grandi imprese, che, sostenibile o meno, significa necessariamente la sostituzione di foreste, biodiversità e colture alimentari a favore di vaste monocolture su grande scala per la produzione di biocarburanti e oli vegetali non sani. [7 ]

Guadalupe Rodriguez di Salva la Selva (Salva la Foresta) aggiunnge: Il WWF e le altre tre organizzazioni ambientaliste coinvolte in questa conferenza dell’RSPO devono uscire dal processo e denunciarlo. Non dovrebbero essere associate nemmeno indirettamente con l’uomo d’affari coinvolto nella repressione, nell’esproprio forzato e nelle uccisioni dei contadini nella valle di Aguán in Honduras.

Almuth Ernsting di Biofuelwatch dice che La decisione del segretario dell’RSPO di condurre una conferenza in Honduras consentendo alla società Dinant di sponsorizzarla distrugge qualsiasi intento da parte dell’RSPO di produrre olio di palma sostenibile. Ma l’RSPO, lontano da impedire i gravi impatti provocati dalla prodizione di olio di palma, continua a servire come strumento di greenwashing per l’industria.

Da parte sua, la Commissione europea ritiene che i biocarburanti certificati dal sigillo dell’RSPO siano sostenibili e possano essere sostenuti dai governi [8]. Tutto questo nonostante le schiaccianti prove fornite da una serie di organizzazioni che dimostrano quanto questo sistema di certificazione non sia stato in grado di rafforzare i propri standard per le aziende ad essa associate e non può garantire in assoluto un mercato sostenibile dell’olio di palma [9].

NOTE

[1] La Tavola Rotonda sull’Olio Pama Sostenibile è un forum di discussione che offre la certificazione volontaria per l’olio di palma. La stragrande maggioranza dei membri dell’RSPO rappresenta gli interessi del settore industriale.

[2] Cfr. http://rightsaction.org/action-content/open-letter-world-wildlife-fund-solidaridad-network-snv-netherlands-development, lettera aperta al WWF, Solidaridad, SNV Organizzazione per lo sviluppo dei Paesi Bassi e Forest Ethics su questo argomento.

[3] Nel giugno 2009, il governo democraticamente eletto di Manuel Zelaya fu rovesciato da un colpo di stato militare. Il governo di Zelaya aveva cominciato ad ascoltare e agire con rispetto alle richieste delle organizzazioni contadine, inclusa la valle del Aguán, che chiedevano una riforma agraria. Il processo di riforma agrari si concluse con il colpo di stato. Da allora, le forze di sicurezza armata della multinazionale Dinant hanno collaborato con l’esercito e la polizia nella repressione delle comunità locali che hanno continuato a reclamare la terra acapparrata dalla Dinant. Vedi ad esempio: http://www.enca.org.uk/documents/ENCA56_Sep_2012.pdf

[4] I cavi pubblicati da Wikileaks rivelano che l’ambasciata degli Stati Uniti in Honduras ha avuto prove di collegamenti di Miguel Facussé con il traffico di droga almeno dal 2004 e che diversi aerei contenenti droga sono sbarcati sulla sua proprietà privata. Vedi: http://www.thenation.com/article/164120/wikileaks-honduras-us-linked-brutal-businessman  #

[5] Un rapporto di Rights Action sugli omicidi altre violazioni dei diritti umani nella valle di Aguán, vedi: http://rightsaction.org/sites/default/files/Rpt_130220_Aguan_Final.pdf 

[6] Si veda ad esempio: The bloody products of the house of Unilever (I prodotti sanguinosi della casa di Unilever), Rainforest Rescue / Salva la Selva, 2011, https://www.rainforest-rescue.org/mailalert/747/ i-bloody-prodotti-da-la-casa-di-Unilever 

[7] Per maggiori informazioni sulla connessione tra l’espansione della palma da olio e di controllo societario, vedere Kerssen, Tanya. Grabbing Power: The New Struggles for Land, Food and Democracy in Northern Honduras. Food First, 2013.

[8] Cfr. http://www.rspo.org/news_details.php?nid=137

[9] In precedenza, oltre 250 organizzazioni RSPO accusarono di ‘greenwashing’ della palma da olio: http://www.biofuelwatch.org.uk/2008/rspo-declaration-english/ . Più recentemente, RSPO è stata denunciata ad esempio da Greenpeace e Amici della Terra. Vedi: http://www.biofuelwatch.org.uk/2008/rspo-declaration-english/