Legislazione

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Nel marzo 2013 è entrato in vigore il regolamento Europeo del Legno. Introduce la questione relativa al legname proveniente dal taglio illegale e determina la necessità di punirlo. È un primo passo nella corretta direzione al quale molti altri devono fare seguito.

Ogni anno nel mondo si tagliano 13 milioni di ettari di foresta.

Esistono oltre 10.000 specie di alberi. Centinaia di queste specie sono messe in commercio.

L’Unione Europea insieme alla Cina, il Giappone e gli Stati Uniti, è uno dei maggiori importatori di legno illegale del mondo. Fino ad oggi, il legno rubato ha continuato ad arrivare quotidianamente nelle piazze commerciali senza i limiti di una legge specifica. A partire da adesso il legno proveniente da fonti illegali potrá essere confiscato e i criminali responsabilizzati.

Se il Regolamento Europeo del Legno (European Timber Regulation) diverrà efficace o meno, dipenderà solo dalla volontà dei governi degli stati membri. Questi ultimi devono adottare un regolamento concreto attraverso controlli efficaci. Una vigilanza comprensiva delle importazioni di legname non è anncora stata implementata, ad oggi. Si stanno facendo solo controlli aleatori di alcuni carichi. In alcuni paesi della UE non c’è un grande ineteresse nell’impegnarsi attivamente contro le importazioni illegali di legno. Il regolamento colpisce solo il primo importatore, ovvero colui il quale introduce il legno nella UE.

Il governo tedesco ha corretto solo all’ultimo momento le sanzioni stabilite. In Germania il regolamento è stato limitato con un cambiamento dell’ultimo momento, rispetto a quanto stabilito dalla Legge di Sicurezza del Commercio del Legno: così i casi da preseguire sono quelli i cui “benefici economici sono ottenuti da atti deliberati di grandi proporzioni in modo persistente e reiterato”. La sanzione non fermerà il crimine organizzato che ottiene benefici tra i 30 e i 100 milioni di dollari all’anno, secondo le stime del Banco Mondiale.

Le importazioni di legno tropicale sono diminuite negli anni. Invece, le importazioni di oggetti in legno, specialemnte provenienti dalla Cina e dal Sud – Est asiatico sono aumentate in modo significativo. È quasi impossibile determinare se nei mobili e cassetti pieni di utensili per la casa e la cucina, giocattoli, oggetti d’artigianato il legno presente sia di provenienza legale.

Bisogna considerare che i prodotti stampati sono esclusi dalla nuova legge. Dalla Cina si importano grandi quantità di libri e cataloghi la cui materia prima proviene dal taglio di foreste, come si può constatare dall’analisi delle fibre: esperti hanno trovato un’elevata proporzione di specie come il meranti, mangrovie e ramin, che sono presenti nella lista del trattato di protezione delle specie di Washington (CITES dalla sua sigla in inglese).

La garanzia di legalità non è assoluta

In generale, la legalità è il requisito minimo imprescindibile. Però ogni giorno l’industria del legno deforesta illegalmente. In molti casi la legalità non è relazionata ad una reale prospettiva socialmente e ambientalmente sostenibile.

Molti governi elargiscono permessi e concessioni di estrazione di legname per vaste aree di foresta senza che gli abitanti ne siano a conoscenza, spesso questi se ne accorgono quando arrivano le compagnie del legno i loro macchinari pesanti per aprire varchi e strade, spianare il terreno e costruire magazzini, falegnamerie, accampamenti di lavoro, ecc...

Relgare la responsabilità alla certificazione

A livello politico si tende a rimandare la responsabilità agli auto – controlli dell’industria. Si pretende che i prodotti di legno certificati con il marchio come il Forest Stewardship Council  (FSC), il sistema di certificazione indonesiano (SVLK), il malese (MTCC) o il PEFC siano considerati legali.

Questo risulta comodo per i politici e per l’industria del legno. Però la trasparenza e le lacune nella tracciabilità del legno scarseggiano in tutti questi certificati e il taglio della foresta non diminuisce con questi sistemi. Con l’escamotage dei certificati le compagnie continuano a tagliare le foreste che in seguito sono rimpiazzate da monocolture di alberi.

Ulteriori informazioni:

Lo studio dell’Interpol e dell’ONU sul taglio illegale, riciclaggio e frode fiscale con legno tropicale nelle foreste tropicali di tutto il mondo “Carbonio Pulito, Affare Sporco” 

Versione in (inglese, spagnolo e francese) http://www.grida.no/publications/rr/green-carbon-black-trade/

 

Regolamento Europeo del Legno EUTR, Normativa di applicazione

- Regolamento UE nº 995/2010 (Reglamento base EUTR).

- Regolamento UE nº 363/2012 (Reglamento della Commissione, che regolamenta le Entità di Supervisione).

- Regolamento UE nº 607/2012 (Regolamento esecutivo della Commissione, que regola l’esercizio e la diligenza dovuta e i controlli alle entità di supervisione)

- Direttrici per la corretta applicazione del Regolamento EUTR (elaborate dalla Commissione e gli EEMM per la corretta applicazione delle disposizioni del Regolamento EUTR).