Messico, il 2024 è stato un anno nefasto per chi difende foreste e territori: 25 attivisti uccisi
: Il rapporto annuale del Centro Mexicano de Derecho Ambiental (CEMDA) documenta 25 omicidi di difensori ambientali. Inoltre, 94 episodi di aggressione e 236 attacchi specifici contro ambientalisti e comunità indigene. Lo Stato messicano risulta il principale aggressore, seguito da imprese private e dalla criminalità organizzata.
In Messico difendere le foreste, i fiumi o la terra della propria comunità continua a essere un'attività a rischio per la vita. Il Centro Mexicano de Derecho Ambiental (CEMDA) ha pubblicato l'undicesima edizione del suo rapporto sulla situazione delle persone e delle comunità che difendono i diritti umani ambientali, e le cifre del 2024 parlano da sole: 25 attivisti assassinati, 21 omicidi e 4 esecuzioni extragiudiziali , oltre a 4 sparizioni forzate.
È la seconda cifra più alta degli ultimi dieci anni, superata soltanto dal 2017 (29 vittime di omicidio).
Nel corso dell'anno sono stati documentati 94 eventi di aggressione con 236 attacchi specifici: intimidazioni (27), molestie (23), omicidi (21), stigmatizzazione (20), criminalizzazione (20) e diffamazione (19). Le vittime totali sono state 309, in gran parte membri di comunità indigene o contadine. Il 45% di chi ha perso la vita apparteneva a popoli indigeni.
Il dato politicamente più pesante riguarda chi aggredisce: il principale aggressore è lo Stato messicano, coinvolto in 62 dei 94 eventi documentati, pari al 65,9% del totale — in netto aumento rispetto al 49,5% del 2023. Seguono le imprese private (25 eventi) e la criminalità organizzata (17 eventi).
Gran parte della criminalizzazione colpisce chi si oppone ai megaprogetti governativi, come il Tren Maya, contro il quale Salviamo la Foresta ha avviato una petizione per denunciare la devastazione della foresta nello Yucatán, e il Corridoio Interoceanico dell'Istmo di Tehuantepec.
La geografia della violenza conferma una tendenza ormai strutturale: Oaxaca guida la lista con 15 eventi, seguita da Chiapas, Michoacán e Puebla (9 ciascuno) e da Veracruz (8). Cinque Stati concentrano oltre la metà dei casi. I settori produttivi più letali per chi difende il territorio sono stati l'estrazione mineraria (11 vittime), il settore forestale (5 vittime) e l'agroindustria (3 vittime).
Il CEMDA ricorda che negli ultimi cinque anni, dal 2020 al 2024, sono state registrate 1.428 aggressioni contro difensori ambientali, di cui 112 omicidi: il quinquennio più letale mai documentato dall'organizzazione. A pesare è soprattutto l'impunità quasi totale — stimata intorno al 99% — che continua ad alimentare il ciclo della violenza. Il CEMDA chiede ancora a gran voce al governo di Claudia Sheinbaum di dare piena attuazione all'Accordo di Escazú (trattato regionale che garantisce l'accesso all'informazione ambientale, la partecipazione pubblica e la giustizia in materia ambientale, primo al mondo a tutelare i difensori ambientali), ratificato dal Messico nel 2020 ma sostanzialmente disatteso, e di garantire risorse adeguate al Meccanismo di Protezione dei Difensori dei Diritti Umani.
Dietro ogni cifra ci sono nomi, volti, comunità che resistono. Difendere la foresta, in Messico, significa spesso difenderla con la propria vita.
Fonte: Centro Mexicano de Derecho Ambiental (CEMDA), Informe sobre la situación de las personas y comunidades defensoras de los derechos humanos ambientales en México 2024. Disponibile su: https://cemda.org.mx/informedefensores2024/