Skip to main content
Cerca
Avocado in un mercato
Avocado in un mercato (© istockphoto.com)
Riunione della Rete delle persone colpite dall'attività mineraria in Messico REMA
Con Otros Mundos in Chiapas sosteniamo le comunità locali che soffrono anche per le vessazioni dei gruppi criminali. (© Asamblea REMA)

Messico: monocoltura di avocado e crimine organizzato dietro l’omicidio di due difensori della natura

6 mag 2026Messico: In Messico, nello stato di Michoacán, due difensori della natura sono stati assassinati nel giro di una settimana. I loro casi mostrano il legame sempre più stretto tra deforestazione, controllo delle fonti d'acqua, monocolture e violenza contro chi protegge la terra e la natura.


In Messico, difendere una foresta, un bosco, un lago o una sorgente può costare la vita. Ad aprile, nello Stato di Michoacán, nell’ovest del Paese, sono stati assassinati due difensori ambientali: Roberto Chávez Bedoya e Lázaro Mendoza Ramírez. Secondo la ricostruzione di Mongabay Latam, i due crimini non possono essere letti come episodi isolati: avvengono in regioni segnate dall’espansione della monocoltura dell’avocado, dalla deforestazione, dall’accaparramento dell’acqua e dalla presenza di gruppi criminali.

Il Michoacán è il cuore della produzione messicana di avocado, il cosiddetto “oro verde”. Ma dietro un prodotto ormai globale si nasconde spesso una realtà di violenza: cambiamenti nell’uso del suolo, incendi dolosi, taglio illegale delle foreste di montagna, prosciugamento di sorgenti e corsi d’acqua, pressione sulle comunità contadine e indigene. Chi si oppone a questo modello diventa un ostacolo.

Roberto Chávez Bedoya faceva parte del Comitato di difesa ambientale di El Zangarro, nel municipio di Madero. La sua comunità difendeva boschi di pino e quercia, sorgenti e corsi d’acqua minacciati dall’avanzata dell’avocado. Secondo le testimonianze raccolte da Mongabay, dal 2015 l’espansione delle coltivazioni ha aggravato la scarsità d’acqua nelle comunità di montagna. Dal 2016, difensori locali denunciano che gruppi criminali avrebbero iniziato a controllare i cambiamenti d'uso del suolo, il taglio del bosco e gli incendi, offrendo protezione estorsiva agli interessi agricoli e ostacolando la vigilanza delle istituzioni.

Il rifiuto dei comitati ambientali di collaborare con il crimine organizzato avrebbe aumentato il rischio per i difensori. Già nel novembre 2025 un gruppo armato aveva attaccato la casa di un membro del comitato. Il 13 aprile 2026, il corpo di Roberto Chávez Bedoya è stato trovato sulla strada tra El Terrenate ed Etúcuaro.

Il giorno successivo è stata denunciata la scomparsa di Lázaro Mendoza Ramírez, difensore sociale e ambientale della comunità di Paramuén e collaboratore dell’emittente comunitaria Fragua Radio. Pochi giorni dopo, il suo corpo è stato trovato all’interno di un veicolo bruciato nel municipio di Salvador Escalante. Anche in questa zona, secondo attivisti locali, l’espansione dell’avocado e il furto d’acqua rappresentano una minaccia crescente, in particolare per il lago di Zirahuén.

Le autorità statali hanno annunciato ordini di cattura e indagini, ma per le comunità la domanda resta la stessa: chi protegge chi protegge la foresta e l’acqua?

La violenza contro i difensori ambientali in Messico è strutturale. Secondo il Centro Messicano di Diritto Ambientale (CEMDA), nel 2024 sono stati documentati 94 episodi di aggressione contro persone e comunità che difendono l’ambiente, con 25 difensori assassinati

Nel 2025, il CEMDA ha registrato 135 episodi di aggressione e 314 aggressioni specifiche, con almeno 10 difensori assassinati. I numeri raccontano solo una parte della realtà: molte comunità non denunciano per paura, isolamento o sfiducia nelle autorità.

Quello che accade in Michoacán riguarda tutto il Messico. Anche in Chiapas, le comunità che accompagniamo vivono minacce, persecuzioni e pressioni da parte della criminalità organizzata. La nostra organizzazione partner Otros Mundos descrive un contesto in cui

 la violenza invade tutti i municipi

Bande criminali, narcotraffico, sfollamenti forzati, persone scomparse e sequestrate, blocchi stradali, estorsioni e controllo dei territori alterano profondamente la vita comunitaria.

In Chiapas, la presenza del crimine organizzato non è separata dalla distruzione ambientale. Al contrario, condiziona l’espansione di attività estrattive e agroindustriali, come miniere e palma da olio. Le comunità, gli ejidatarios e i popoli indigeni che difendono la terra, l’acqua, le foreste e i diritti umani hanno bisogno di reti di sostegno, di formazione, di sicurezza collettiva e di strumenti legali.

Per questo Salviamo la Foresta sostiene il progetto “Rendere possibile un altro mondo in Chiapas”, insieme a Otros Mundos. Il progetto accompagna le comunità colpite dall’estrattivismo e dalla violenza, rafforza le capacità locali, costruisce reti di solidarietà e sostiene percorsi di difesa dei diritti umani, della terra e del territorio. Contribuire a questo progetto significa sostenere chi, in condizioni difficilissime, continua a difendere la vita.

Il Messico non ha bisogno di altri martiri ambientali. Ha bisogno di proteggere chi protegge l’acqua, i boschi e i territori da cui dipende il futuro di tutti.

Fonti

Ortuño López, G. (2026, 5 maggio). México: la expansión del aguacate y el crimen organizado rodean los asesinatos de dos defensores ambientales de Michoacán. Mongabay Latam. https://es.mongabay.com/2026/05/defensores-ambientales-mexico-aseinados-michoacan-aguacate/.

Centro Mexicano de Derecho Ambiental, dati 2024 e 2025 sulle aggressioni contro persone e comunità difensore dell’ambiente in Messico. https://cemda.org.mx/informedefensores2025/

Petizioni attuali, approfondimenti e informazioni utili