Cronaca di un'Udienza Frustrata

Máxima Acuña de Chaupe intervistata dopo la decisione di rinviare l'udienza del 20 novembre 2014 L'Udienza Frustrata del 20 novembre 2014 (© ???)

26 nov 2014

Scritto dalla Dott.sa Mirtha Vásquez, avvocata di Máxima Acuña de Chaupe. A quest'ora della notte sento la necessità di scrivere per raccontare quello che è successo il 20 novembre nella Corte d'Appello Penale di Cajamarca nel caso Chaupe. Sono mossa da un animo di riflessione

Erano le 10:35 del 20 novembre quando siamo arrivati presso la sede del Potere Giudiziario nella calle Unión di questa città, qui si doveva pronunciare la sentenza del caso Chaupe. Entrando abbiamo visto un gruppo di persone e giornalisti che seguivano l'udienza precedente alla nostra, si sta decidendo il carcere preventivo per il poliziotto che ha ucciso il signor Flores durante uno sfollamento, dobbiamo presenziare in quanto colleghi dell'accusa, davanti alla corte lo fanno entrare.

Tra le tante persone riconosciamo due degli avvocati locali della compagnia mineraria Yanacocha (l'Avvocato Cumpa Flores è tra questi), senza dubbio si trovano qui per l'udienza della famiglia Chaupe. Strano, appena ci vedono lasciano la sala.

Verso le 12 finalmente ci chiamano ed entriamo, inizia l'udienza relativa al nostro caso. Sono presenti gli avvocati (Bazán, Zavalaga e Vasquez), e il Procuratore Distrettuale Jhony Alcalde, per la difesa degli accusati assieme ai 4 membri della famiglia Chaupe che subiscono il processo e “improvvisamente” si presenta un nuovo avvocato della compagnia. Il suo nome ci sorprende tutti, se si tratta dello stesso Arsenio Oré Guardia, una delle figure iconiche del diritto penale di questo paese, il Codice di Procedura Penale e Costituzionale sono stati creati sotto la sua supervisione.

Inizia l'udienza e alla corte viene chiesto il permesso di leggere uno scritto della compagnia mineraria nel quale si chiede la sospensione dell'udienza perchè uno dei suoi 5 avvocati, Juan Carlos Camacho, è indisposto e si è recato dal medico a Lima. Non è un motivo sufficiente per sospendere un'udienza, penso io, non avevano nemmeno esibito il certificato medico, inoltre se lui è indisposto ci sono gli altri 4 avvocati, di certo ne avevo visti due entrare, però poi guardo nel recinto e non ci sono, c'è solo Oré Guardia. Chiedono il parere del procuratore sulla richiesta di sospensione, “credo che la difesa della compagnia sia garantita dalla presenza dell'avocato nella sala”, però questa affermazione timida riceve un'immediata risposta del guru del diritto che con voce autoritaria dice “...signore e signori io sono qui perchè la compagnia mi ha appena nominato come suo legale, ho ricevuto l'incarico ieri, sono una persona molto impegnata, mi invitano a conferenze, scrivo, ho molte cose da fare e non ho avuto tempo di studiare il caso, per tanto chiedo che l'udienza si posponga perchè in quest'udienza sarei in svantaggio rispetto alla mia collega che deve aver letto diverse volte il processo...”

Mi danno la parola, leggo la relazione degli avvocati che rappresentano il caso ed esigo che non si tenga conto della richiesta. Nella sua replica il guru ci da una lezione di diritto sulla difesa e l'uguaglianza delle parti. Il Procuratore e la Corte, piuttosto rabbuiati, chiedono se dandogli alcune ore per la revisione del processo si possa seguire con l'udienza...”ho una prenotazione per il volo delle 3:00 di questo pomeriggio, non posso trattenermi, devo tornare a Lima” chiosa.

A questo punto l'indignazione mi possiede e mi dimentico che sta parlando il principe del foro peruviano, i cui testi ho letto tante volte e alzo la voce come se stessi parlando ad uno studente svogliato e superficiale che mi vuole prendere in contropiede, evidenzio la “sua mancanza di serietà” nell'accettare un processo senza poi studiarlo, “la sua leggerezza” nell'addurre che è una persona occupata che questo gli impedisce di leggere e preparare la sua difesa, la “sua irresponsabilità” nel venire a frustrare un'udienza ormai stabilita. Uno dei membri della corte mi da ragione, però il guru sbotta, irritato, “ho dovuto accettare questa difesa perchè il Codice Etico dell'Ordine degli Avvocati di Lima stabilisce che è antitetico lasciare una parte senza difesa, sto spiegando che non ho avuto tempo di studiare il caso per il poco tempo che ho avuto dalla mia accettazione al giorno dell'udienza. In 50 anni di vita professionale nessuno mi ha redarguito in questo modo...e bla bla bla”.

Alla fine il Procuratore e la corte, contrariati, si sono consultati e si pronunciano “(...) è evidente che l'avvocato non conosce il caso e al fine di gestire questo processo nel modo più equo tra le due parti...solo in quest'occasione si sospende l'udienza e pospone al 1 di dicembre (...)”. Nella frustrazione che mi invade penso se l'avvocato Juan Perez riceverebbe una risposta come questa, però ovviamente non parliamo di Juan Perez o Perico dei Palotes, parliamo del maestro e...”al maestro non si nega nulla”. Nel frattempo la gente fuori dall'aula che accompagna la famiglia Chaupe viene a conoscenza della decisione, “Yanacocha corrotta e criminale” “Potere Giuridico, vergogna nazionale” (…)

Sì, Yanacocha ha raggiunto il suo scopo ancora una volta, volevano allungare il processo e ci sono riusciti, il loro espediente non poteva essere più grossolano e palese questa volta. Buona strategia, portare un avvocato di grido solo per usare il suo prestigio e peso mediatico. Mi chiedo ancora quanti soldi bisogna dare ad un professionista del calibro di Orè Guardia perchè accetti di essere il protagonista di una messinscena che compromette seriamente la sua reputazione.

Prima dell'udienza, nelle prime ore del mattino, Yanacocha mi ha dedicato un comunicato nel quale mi accusava di disinformare la popolazione per aver detto ai mezzi di comunicazione che la compagnia stava cercando di compromettere il processo. Dopo quanto è accaduto nell'udienza, la mia affermazione non è stata forse confermata?

Facce scure da persone offese...

La dilatazione del processo non è l'unica strategia che hanno, in realtà e l'ultima che stanno usando, prima hanno tentato di sciogliere la giuria, ricusando alcuni membri. Che cosa c'è in gioco perchè la compagnia metta in azione tutto il suo apparato legale, mediatico e altro? Un terreno che è strategico per avviare senza problemi il loro progetto Conga, e il loro potere, perchè è inaudito che un contadino li sfidi:

Che cosa c'è in gioco per noi? La vita di una famiglia contadina, perchè senza terra non vive, perchè la loro terra è l'espressione del lavoro, dei sacrifici per migliorare, della dignità.

Máxima e Jaime Chaupe hanno camminato anche otto ore per venire alle udienze, i loro figli hanno dovuto lasciare lo studio o il lavoro per presenziare diligentemente a tutte le citazioni, alcune volte abbiamo chiesto di riprogrammarle, “non è possibile, ci hanno detto, non ci sono motivazioni che giustifichino questa richiesta”.

Guardo nell'aula Isadora, figlia di Máxima, è incinta di 6 mesi, si vede segnata e stanca, però è seduta lì, disposta a sopportare tutte le spiacevoli incombenze, solo per la speranza di giustizia.

Non posso fare a meno di identificarmi con lei, anche io ho viaggiato spesso fino a Celedín per costruire la difesa di questo stesso caso, con mio figlio nel ventre...”non ti preoccupare Isadora, dico, è normale che il bambino si muova tanto quando viviamo momenti così spiacevoli”, il mio scalciava molto durante le udienze, sentiva anche lui la mia indignazione e frustrazione. Al momento non possiamo fare nulla...possiamo solo sperare.

La sensazione di impotenza e indignazione ci hanno disgustato abbastanza per oggi, però Máxima sorprendentemente, riesce ancora a infonderci speranza con il suo tenero sorriso.