Il Presidente degli Stati Uniti ha ridotto pericolosamente le aree di conservazione nello Utah

Metate Arch -Monument National Grand Staircase-Escalante nello Utah, Stati Uniti Metate Arch -Monument National Grand Staircase-Escalante nello Utah, Stati Uniti (© John Fowler - CC BY 2.0)

22 dic 2017

Il presidente degli Stati Uniti Trump ha appena ridotto di 8.000 chilometri quadrati due aree protette nello stato dello Utah. La stessa sorte potrebbe toccare ad almeno altre otto aree naturali del paese.

Le organizzazioni ambientaliste stanno presentando azioni legali contro la riduzione delle aree di conservazione in quanto illegali.

Poche settimane fa, Salviamo la Foresta ha pubblicato una petizione che denuncia l’intenzione di ridurre le aree protette da parte del presidente degli Stati Uniti per aprire il passo all’estrazione di legname, petrolio e l’industria mineraria.

L’intenzione annunciata si è convertita in realtà: durante una visita nello Utah, nel sud-ovest del paese, in cui si trovano due delle aree protette conosciute come Monumenti Nazionali, Donald Trump ha annunciato la drastica riduzione dell’area per un totale di 8.000 chilometri quadrati. Questo è quanto riportato dal gruppo ambientalista The Wilderness Society. L'area protetta "Bears Ears" perde quindi l'85% della sua area e la "Grand Staircase-Escalante" circa il 50%.

Secondo il presidente Trump, ci sono persone che credono che le risorse naturali dello Utah dovrebbero essere controllate da una manciata di burocrati distanti da quei luoghi, a Washington. Ma hanno torto, secondo i media di Trump. Il presidente sostiene di voler restituire la terra alla gente e di voler eliminare le restrizioni inutili.

In realtà, sta parlando del futuro sfruttamento di queste aree da parte di alcuni settori dell'economia. Le trivellazioni petrolifere e del gas, le miniere, l’abbattimento forestale per l’industria del legname, l’allevamento, la caccia e altre attività dannose per l'ambiente saranno rese possibile a breve. Gli imprenditori e le loro aziende hanno sostenuto Trump con milioni di dollari di donazioni per la campagna elettorale.

In una nota il ministro degli Interni Trump Ryan Zinke ha detto che ci sono "diverse migliaia di milioni di tonnellate di carbone, e grandi depositi di petrolio" entro i confini delle aree protette. In un documento interno, Zinke ha proposto al presidente di ridurre o liberare altri otto monumenti nazionali per consentire lo sfruttamento dei loro territori. Queste aree includono tre enormi riserve marine nell'Atlantico e nel Pacifico.

Circa 3.000 persone hanno manifestato contro la decisione nella città di Salt Lake City. Dieci organizzazioni ambientaliste, tra cui il Consiglio per la Difesa delle Risorse Naturali, il Sierra Club e la Wilderness Society e l’azienda di abbigliamento sportivo Patagonia, hanno dato avvio ad azioni legali poche ore dopo l’annuncio del presidente, ha riferito Bloomberg. La loro denuncia si basa sul fatto che il presidente non ha il potere di ridurre le dimensioni delle aree protette.

Il Sierra Club reputa la riduzione delle aree protette come illegale: una vendita all'asta del terreno statale, ritenendo che il governo ha come obiettivo il pieno accesso all’estrazione di petrolio e di gas nei luoghi più belli e unici del paese .

Il Consiglio per la difesa delle risorse naturali NRDC ha pubblicato una guida per tutti su come affrontare l'agenda ambientale di Trump e per modificarla.

L’azienda di abbigliamento Patagonia è impegnata, dalla sua fondazione nel 1973, a Ventura in California, in battaglie per la difesa del pianeta. Nella sua pagina web pubblica informazioni attualizzate sul tema

La popolazione indigena Navajo i cui siti ancestrali e archeologici si trovano nell'area di Bears Ears, ha annunciato azioni legali.

Unitevi alla nostra petizione "Impediamo a Trump di distruggere la natura"

 

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