Serengeti: hanno vinto gli animali!

Gnu che migrano nel parco Serengeti (Foto: Xavier Surinyach Mateu/Amici del Serengeti) (© Xavier Surinyach Mateu)

26 giu 2014

Un grande successo da celebrare: la Corte di Giustizia dell'Africa dell'Est EACJ ha definito incostituzionale la costruzione di una strada asfaltata che avrebbe attraversato il famoso Parco Nazionale Serengeti. La corte ha sancito che la strada pianificata dal governo della Tanzania distruggerebbe l'ecosistema.

I giudici della Corte di Giustizia dell'Africa dell'Est EACJ ha bloccato la costruzione di una strada asfaltata che avrebbe attraversato il Parco Nazionale Serengeti voluta dal governo della Tanzania. I giudici hanno confermato che il prezioso ecosistema del Serengeti è un Patrimonio Mondiale di valore insestimabile, che merita la protezione totale di fronte ad un progetto di elevato impatto abientale.

La costruzione avrebbe un notevole impatto sui milioni di animali che vivono nel parco, specialmente sugli gnu e le zebre, che migrano annualmente – un evento che attrae ogni anno migliaia di turisti e amanti della natura al Serengeti/Maasai Mara. La strada violerebbe gli obblighi della Tanzania rispetto alle convenzioni internazionali ea i trattati sulla natura e la conservazione della biodiversità.

“La natura oggi ha vinto”, dice Josphat Ngonyo, direttore esecutivo dell'Africa Network for Animal Welfare (ANAW). L'organizzazione ha presentato il caso nel 2010, per proteggere questa risorsa a beneficio non solo della Tanzania o dell'Africa dell'Est, ma per tutta l'umanità, e senza voler interferire con la sovranità della Tanzania, come gli è stato rimproverato durante il processo.

Il ministro del turismo della Tanzania ha dichiarato che la Tanzania “da tempo aveva deciso di non costruire la strada lungo in Serengeti”.

Oggi, su richiesta del governo della Tanzania, la Germania ha iniziato una studio di fattibilità per cercare un percorso alternativo .

La minaccia per il Serengeti c'è ancora

Come riporta Serengeti Watch/Amici del Serengeti , la minaccia continua: “ancora non ci sono progetti per costruire una strada nelle aree di migrazione a nord, fuori dai confini del parco, ma sempre all'interno dell'ecosistema del Serengeti che si estende ben oltre questi confini. Mentre la corte probisce alla Tanzania di costruire la strada asfaltata, il governo mantiene vigenti i progetti per convertire l'attuale percorso sterrato che attraversa il nord del Seregeti da Ovest a Est, in una strada transitabile tutto l'anno e aperta al traffico di qualsiasi veicolo, camion e autobus. Questo aumenterebbe il traffico e la pressione sul parco, per collegare i sentieri con le strade commerciali asfaltate.”

Inoltre, esistono progetti per la costruzione di due fabbriche di carbonato di sodio nel lago Natron, un'area che confina con l'ecosistema del Serengeti. I progetti continuano, nonostante l'opposizione locale e un nuovo studio che dimostra che i residui dipsersi per dell'estrazione di bicarbonato di sodio distruggerebbero quasi tutta la popolazione di fenicotteri minori dell'Africa.

Queste e altre minacce ambientali gravi sono state l'oggetto della petizione di Salviamo la Foresta al governo della Tanzania. Salviamo la Foresta e Serengeti Watch hanno cooperato in diverse occasioni per informare il pubblico sulla campagna per salvare il Serengeti, coordinando diverse petizioni dal 2011. Rigraziamo tutti coloro che hanno appoggiato le azioni con le loro firme.

Ulteriori informazioni:

http://www.savetheserengeti.org/