Brasile: il popolo indigeno Ka'apor ha bisogno del nostro aiuto

Foto dell'indigeno Sarapó Ka'apor con decorazione di piume Gli indigeni Kaapor temono che il loro capo, Sarapo Ka´apor, sia stato avvelenato. (© Andrew Johnson) Gli indigeni Ka'apor - bambini, donne e uomini - uniscono le loro mani e formano un cerchio nella foresta tropicale. Un gruppo di guardiani della foresta durante una cerimonia (© Poema/Johann Graf) Alto Turiaçu TI: territorio Ka'apor - Immagine satellitare dello stato brasiliano nordoccidentale di Maranhão Immagine satellitare del Maranhão nordoccidentale: a sinistra, l'Alto Turiaçu TI del Kaapor circondato quasi completamente da aree deforestate. A destra: l'Oceano Atlantico e la capitale del Maranhão, São Luís. (© Google Maps) Scimmia cappuccina che si arrampica su un ramo La scimmia cappuccina, minacciata di estinzione, ha il suo ultimo habitat nella foresta di Ka'apor. (© CC BY-SA 4.0)

Gli indigeni Ka'apor si rivolgono all'opinione pubblica mondiale perché le loro terre - l'Alto Turiaçu IT - sono saccheggiate da accaparratori, speculatori immobiliari e minatori. Chi si oppone a questi invasori viene minacciato e persino ucciso. Chiedono alle autorità di intervenire. Firmate la nostra petizione per sostenerli.

News e aggior­namenti Lettera

CA: Governo federale, Ministero della Giustizia, Ministero pubblico federale, Governo dello Stato di Maranhão, Ministero pubblico dello Stato di Maranhão, Segreteria di Stato della Pubblica Sicurezza

“Le autorità brasiliane devono rispettare la Costituzione e proteggere la vita e la cultura gli indigeni Ka'apor e le loro foreste native dalla deforestazione.”

Leggi tutta la lettera

Il 14 maggio 2022 è morto il leader indigeno Sarapo Ka'apor. Secondo le informazioni fornite dal popolo Kaapor, tutte le testimonianze già raccolte indicano che è stato avvelenato dagli abitanti di un villaggio situato al di fuori del Territorio Indigeno (TI). Chiedono che le autorità riesumino il corpo di Sarapo affinché un’autopsia possa chiarire le esatte circostanze della sua morte.

Sarapo è stato il principale leader nella protezione delle foreste della regione ed è stato in prima linea nell'opposizione alle miniere. Per questo è stato perseguitato e minacciato. Non si tratta di un caso isolato: dal 2010, due villaggi sono stati saccheggiati dai taglialegna, 60 persone sono state aggredite e 18 indigeni sono stati uccisi.

Taglialegna, minatori, allevatori, proprietari terrieri e speculatori immobiliari hanno già tagliato la foresta quasi completamente, cioè fino all'ultimo lembo del TI Alto Turiaçú - 531.000 ettari - e ora non ne rispettano nemmeno più i confini demarcati. Tuttavia, il territorio che oggi ospita l popoloi Ka´apor non è altro che il mero residuo di un territorio molto più vasto che è stato loro sottratto nei decenni passati.

I taglialegna abbattono alberi tropicali come l'ipê, la maçaranduba e il cedro per l'esportazione e per produrre mobili da giardino, pavimenti in legno e terrazze. I minatori sono riusciti a ottenere dallo Stato la concessione di migliaia di ettari per estrarre oro.

La violenza e la distruzione della natura avvengono sotto gli occhi dei funzionari e delle autorità brasiliane, che sono in gran parte inerti: ignorano le denunce e le rivendicazioni dei popoli nativi del Brasile. Inoltre, molti funzionari pubblici e politici sono corrotti e coinvolti in queste attività.

Il Consiglio del popolo Ka'apor, TUXA TA PAME, chiede il nostro aiuto. Sostenete la nostra petizione: chiediamo che le autorità brasiliane facciano chiarezza su tutti gli attacchi e gli omicidi che hanno come vittime il popolo indigeno, affinchè i responsabili siano portati in tribunale e sia garantita la sicurezza dei Kaapor e del loro territorio.

 

Inizio della campagna: 02/06/2022

Infor­mazioni Lettera

CA: Governo federale, Ministero della Giustizia, Ministero pubblico federale, Governo dello Stato di Maranhão, Ministero pubblico dello Stato di Maranhão, Segreteria di Stato della Pubblica Sicurezza

Gentili Signore, Egregi Signori,

Siamo sconvolti dalle violenze commesse contro il popolo Ka'apor e contro il territorio da loro tradizionalmente occupato, il Territorio Indigeno (TI) Alto Turiaçu, nello Stato del Maranhão.

Dal 2013 sono state attaccate più di 60 persone, due villaggi sono stati assaltati e dal 2010 sono state assassinate 18 persone.

Il 14 maggio 2022, il leader indigeno Sarapo Ka'apor è morto improvvisamente in circostanze poco chiare. Gli indigeni temono che possa essere stato avvelenato perché era uno dei principali leader nella difesa del territorio.

Le persone che vi abitano sono minacciate, perseguitate e uccise solo per aver difeso dagli invasori illegali il loro territorio – che si estende per 531.000 ettari - e le sue risorse. Di questi invasori fanno parte coloni, cercatori d'oro, compagnie minerarie, speculatori immobiliari, allevatori di bestiame, grandi proprietari terrieri e aziende agrarie.

Il TI Alto Turiaçu ospita l'ultimo residuo di foresta Amazzonica nello stato di Maranhão. La sua protezione e conservazione è essenziale per la sopravvivenza dei Kaapor e della loro cultura, oltre che per la difesa della straordinaria biodiversità.

Sosteniamo le richieste del Consiglio Indigeno del Kaapor, TUXA TA PAME - rivolte al Governo del Brasile e alle autorità federali e statali - che chiedono che vengano prese le seguenti misure urgenti per proteggere il popolo, il suo territorio e i loro diritti:

- Procedere alla riesumazione del corpo di Sarapo Ka'apor e l’avvio di una indagine per chiarire le cause esatte della sua morte. Se si conclude che la sua morte è stata causata da terzi, è necessario che l'autore o gli autori siano indagati e giudicati in tribunale.
- Chiarire i fatti relativi agli attentati e omicidi avvenuti nell’ultimo decennio, sopra citati, accertandone le responsabilità e avviando i procedimenti giudiziari necessari.
- Proteggere i residenti e del TI Alto Turiaçu contro ogni forma di violenza, persecuzione, minaccia, invasione illegale e saccheggio delle sue risorse.
- Riconoscere il TI Alto Turiaçu come patrimonio comune, in modo che possa essere sostenuto da misure pubbliche pertinenti alla salute pubblica, all'istruzione e all'assistenza tecnica.

Attendiamo una Vostra risposta scritta sulle misure che intendete adottare.

Cordiali saluti

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Questa petizione è disponible in queste lingue:

79.223 firmatari

Arriviamo a 100.000:

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