È urgente salvare le foreste della RD Congo dalla voracità dell'industria petrolifera

Un bonobo seduto sul ramo di un albero nella Repubblica Democratica del Congo I bonobo vivono solo nella Repubblica Democratica del Congo (RDC) (© shutterstock.com)

La cosa è seria: alla fine di luglio, il presidente Tshisekedi e il suo governo potrebbero sacrificare gran parte della foresta congolese per il petrolio. Sarebbe un disastro per la popolazione, la biodiversità e il clima. Ci uniamo alle organizzazioni con cui collaboriamo nella regione per fermare questo disastro. Firmate la petizione.

News e aggior­namenti Lettera

CA: Presidente della Repubblica Democratica del Congo, Félix Antoine Tshisekedi

“Le concessioni per nuovi giacimenti petroliferi nella RDC sono ferme, ma potrebbero riattivarsi.”

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Le foreste tropicali del bacino del Congo sono la dimora di milioni di persone e innumerevoli specie vegetali e animali, tra cui le tre grandi specie di scimmie: scimpanzé, bonobo e gorilla. Queste foreste sono davvero indispensabili per la conservazione della biodiversità e svolgono un ruolo chiave nella battaglia globale contro la catastrofe climatica. Più della metà delle torbiere del Congo e il 60% delle foreste tropicali si trovano nella RDC.

L'area immagazzina 30 gigatonnellate di carbonio, equivalenti alle emissioni globali di CO2 di un anno. Le foreste di torba sono anche uno degli ecosistemi più preziosi del pianeta. Sono così grandi e così difficili da raggiungere che molto rimane da esplorare sulla loro ricca biodiversità.

Ma nonostante questa ricchezza, il governo della Repubblica Democratica del Congo (RDC) ha in programma aprire l’asta per le concessioni di 16 giacimenti di petrolio alla fine di luglio. Almeno tre di questi giacimenti si trovano nel delicato ecosistema della Cuvette Centrale, il più grande complesso di torba dei tropici. Altri nove si sovrappongono ad aree protette.

La scienza parla chiaro: i governi di tutto il mondo devono dimezzare le emissioni di CO2 entro i prossimi 8 anni. Pertanto, tutti i nuovi progetti di estrazione di petrolio, carbone e gas dovrebbero essere bloccati.

Alla Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici COP26 a Glasgow, il presidente Tshisekedi ha presentato la RDCcome un "Paese risolutivo" nel contrastare la crisi climatica. A questo contribuiscono le foreste rigogliose, il potenziale di energia rinnovabile e alcune materie prime. Ma questo progetto petrolifero mina gli sforzi di conservazione e mette a rischio l'obiettivo dell'Accordo di Parigi di limitareil riscaldamento globale. I piani minacciano anche il sostentamento di migliaia di comunità locali, per lo più indigene.

In alleanza con le organizzazioni ambientaliste in Africa e nel mondo, vogliamo fermare questo progetto di sfruttamento petrolifero. Firmate questa petizione. Grazie!

 

Lettera

CA: Presidente della Repubblica Democratica del Congo, Félix Antoine Tshisekedi

Egregio Signor Presidente Félix Tshisekedi,

vi chiediamo di abbandonare immediatamente i progetti di sviluppo per la concessione di 16 giacimenti petroliferi. Questo per evitare la catastrofe climatica e per proteggere i diritti delle popolazioni vulnerabili che vivono nelle aree destinate all’implementazione dei giacimenti petroliferi.

 

Cordiali saluti,

 

 

News e aggior­namenti

Firme consegnate · 12 ago 2022

Il petrolio può inquinare le foreste africane e causare cambiamenti climatici

Alleanza in difesa delle foreste della RD Congo: consegnate oltre 110.000 firme all'ambasciata a Berlino

Rettet den Regenwald/Salviamo la Foresta ha consegnato giovedì 4 agosto 2022 la petizione che ha raccolto oltre 110.000 firme per proteggere la foresta pluviale dalla vendita all'asta del territorio alle compagnie petrolifere e del gas. La consegna è avvenuta presso l'Ambasciata della Repubblica Democratica del Congo a Berlino, a sostegno delle iniziative che si sono svolte nel Paese africano.

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Kinshasa: consegnate 106.500 firme · 27 lug 2022

La comunità internazionale si è espressa: NO al petrolio nella RD Congo!

Gli ambientalisti della RD Congo hanno consegnato la nostra petizione - con oltre 106.650 firme - all'ufficio del presidente congolese a Kinshasa. Solo pochi giorni prima era emersa tutta la scioccante verità sulla minaccia che incombe sul bacino del Congo: il governo congolese intende mettere all'asta non 16, ma 30 blocchi di petrolio e gas nella seconda foresta pluviale più grande del Pianeta.

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Footnotes

60% delle foreste tropicali

Dopo la foresta amazzonica, la seconda più grande foresta tropicale del mondo, che la RDC condivide con la Repubblica del Congo, la Repubblica Centrafricana, il Gabon, la Guinea Equatoriale e il Camerun.


il più grande complesso di torba dei tropici.Le torbiere della Cuvette Centrale (Bacino Centrale) sono più grandi dell'Inghilterra, con 145.500 km².


presentato la RDCLa RD Congo ospiterà insieme all'Egitto la prossima conferenza delle Nazioni Unite sul clima, la COP27. Trivellare le sue torbiere alla ricerca di petrolio e allo stesso tempo presentarla come una soluzione è, in questo contesto, particolarmente evidente della pericolosità del progetto.


limitareLa responsabilità non è solo del governo della RDC. Lo stesso vale, tra gli altri, per le compagnie petrolifere coinvolte, le banche, le compagnie di assicurazione e i consumatori di petrolio. 

Oltre all'estrazione del petrolio, strade, ponti e insediamenti di lavoratori porterebbero alla distruzione della foresta pluviale.


petizioneOltre alle organizzazioni partner Réseau CREF a Goma e RIAO-RDC a Kinshasa, l'alleanza comprende numerose organizzazioni congolesi, africane e internazionali, come ad esempio

Greenpeace Africa 

Gruppi appartenenti a 350.org in Africa

Rainforest Foundation UK 

Questa petizione è disponible in queste lingue:

110.603 firmatari

Arriviamo a 150.000:

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