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Indigeni Mundurukú difendendo le foreste e i fiumi dell'Amazzonia Il Munduruku difendono il loro territorio (© Aaron Vincent Elkaim)

12 gen 2017

Il nostro lavoro vuole rendere noti casi concreti di distruzione delle ultime foreste tropicali oltre a sensibilizzare in Europa sugli impatti dei nostri consumi nella distruzione delle foreste tropicali e sulla necessità di proteggerle senza indugio.

Ci documentiamo, scriviamo ed informiamo sull'espansione delle piantagioni di palma da olio per biocarburanti e cibo, sulla massiccia importazione di soia per la produzione industriale di mangimi per animali per l' allevamento intensivo, sull'estrazione di oro e altri metalli e sul traffico di legname tropicale, avorio e animali selvatici. Sulle violazioni dei diritti umani contro gli abitanti delle foreste e sulla criminalizzazione dei difensori dei diritti umani. Le nostre petizioni e notizie sono diffuse in tutto il mondo e tradotte in sette lingue. 

Alcuni successi non possono essere misurati in modo così accurato. Ma sicuramente, la protesta internazionale ha contribuito a fermare la costruzione di una grande centrale idroelettrica nella foresta di Mundurukú in Brasile. E nello stesso paese, la pressione dei cittadini è riuscita a salvare 47.000 km² di foresta amazzonica nella riserva nota come RENCA. 

Nelle Filippine, le nostre controparti della Coalizione Contro il Furto di terre CALG nell'isola di Palawan, hanno lavorano per prevenire l'espansione della palma da olio nel loro paese. Con il loro sforzo e il nostro sostegno hanno rallentato l’avanzamento delle piantagioni di palma di due imprese. E non solo: sono anche riusciti ad ottenere una reazione favorevole dal governo di Manila che ha emesso una moratoria sulla palma da olio e ha inviato una squadra di ispettori a Palawan. Due Petizioni di Salviamo la Foresta sono state distribuite in tutto il mondo per raggiungere questo obiettivo, raccogliendo ognuna la firma di oltre 100.000 persone. 

A Sulawesi, in Indonesia, la rete Jatam è riuscita a chiudere circa 250 compagnie di estrazione mineraria.

A giugno, i rappresentanti del governo cinese hanno annunciato l'intenzione di stabilire un calendario per porre fine al commercio di avorio da completarsi entro la fine del 2016. Gli ambientalisti sono scettici perché manca ancora un programma di riferimento già in attuazione, ma l'annuncio è un primo passo importante. Grazie ad una petizione sostenuta da oltre 350.000 persone, i politici europei ora sanno che devono intervenire più attivamente in relazione al commercio di avorio all'interno dell'Unione Europea, il che rende questa regione complici nell'omicidio diffuso di elefanti.  

Le quasi 125.000 firme raccolte da Salviamo la Foresta hanno contribuito ad ottenere un risultato nell’area europea. Dopo le molteplici proteste di ambientalisti da tutta Europa, i commissari europei hanno deciso di non toccare le direttive in materia di Volatili e di Habitat naturali e Fauna Flora selvatica. L’eventuale modifica avrebbe minato la protezione dell'ambiente e delle specie. 

Cerchiamo di influenzare l'elaborazione di politiche europee che hanno un impatto sull'ambiente globale. Attualmente, ad esempio, stiamo studiando lo sviluppo della nuova direttiva sulle energie rinnovabili che incoraggia l'uso di bioenergie con conseguenze fatali per le foreste e i boschi del mondo e per le popolazioni che dipendono da questi habitat.

Grazie alle donazioni siamo stati in grado di aiutare alcune organizzazioni in Asia, Africa e America Latina: 

In Cile, nel 2016 è stata evitata la costruzione di un porto che avrebbe distrutto l'habitat di migliaia di pinguini. Sono state anche le 225.000 firme che hanno contribuito a questo successo.

In Nigeria, gli indigeni Ekuri difendono la foresta dalla quale dipendono e vogliono evitare la costruzione di una strada. Hanno creato un'alleanza tra diverse comunità e hanno fatto conoscere la loro protesta a livello internazionale. Attualmente si stanno costituendo eco-guardie forestali per proteggere la foresta.

In Malesia, il difensore della natura Matek Geram sta raccogliendo prove contro le compagnie di palma da olio che rubano la terra delle comunità rurali per stabilire piantagioni. Numerose aziende sono state portate in tribunale ed è stato possibile vincere alcuni processi.

In Perù, la nostra controparte compra appezzamenti di foresta e per proteggerla. Più di 200 ettari sono stati messi al sicuro. L'acquisto è pianificato per impedire alle società agro-alimentari di acquistare la foresta per stabilire piantagioni. Con un progetto di permacultura, gli agricoltori ottengono un reddito senza danneggiare la foresta.

In Liberia, gli scienziati che studiano gli scimpanzé con il professor Christophe Boesch stanno lavorando alla creazione di un parco nazionale. Centinaia di primati vivono in questo paradiso di oltre 100.000 ettari. Gli scienziati stanno esplorando la foresta per espanderne il più possibile i limiti.

In Indonesia, l’ambientalista forestale Bazuki sta piantando una grande quantità di alberi per riforestare la foresta degli oranghi distrutta dagli incendi dolosi del 2015. Le nostre controparti affrontano implacabili le compagnie di palma da olio.

Il nostro successo è il vostro, perché lo dobbiamo al vostro supporto.

Ultimo aggiornamento, novembre 2017