Portare aiuti d'emergenza, scavare pozzi, piantare alberi — seminare speranza
Indonesia: A otto mesi dal ciclone che ha devastato la regione, Rianda Purba, direttore della nostra organizzazione partner WALHI Sumatra del Nord, fa il punto sugli aiuti d'emergenza, sulla ricostruzione e sul percorso di ripresa nella regione di Tapanuli. E rivolge un sentito ringraziamento a chi ha donato a Salviamo la Foresta.
Il 25 novembre, il ciclone Senyar si è abbattuto su Sumatra, provocando devastazioni gravissime, soprattutto nelle province di Aceh, Sumatra occidentale e Sumatra settentrionale. Più di 1.200 persone hanno perso la vita.
La regione di Tapanuli subisce ancora oggi le conseguenze delle piene improvvise e degli smottamenti. A fine dicembre 2025, secondo i dati dell'agenzia provinciale per la gestione delle catastrofi, le persone colpite erano 1.803.549, di cui 11.574 costrette a lasciare le proprie case; 365 avevano perso la vita, 206 erano rimaste ferite e 60 risultavano disperse.
Tragica la distruzione che ha colpito la foresta di Batang Toru, dove vivono gli oranghi di Tapanuli. Secondo i censimenti condotti dagli scienziati, 58 di questi grandi primati sono morti. Gli oranghi di Tapanuli vivono soltanto nella foresta di Batang Toru, e prima della tempesta la popolazione complessiva non superava gli 800 individui.
L'organizzazione locale WALHI ha potuto fornire un primo soccorso d'emergenza in numerosi villaggi grazie alle donazioni di Salviamo la Foresta, arrivate rapidamente. Quelle stesse donazioni hanno permesso di raggiungere anche le persone isolate dalle inondazioni lungo la costa orientale.
Una volta prestati i primi soccorsi, i collaboratori e i volontari hanno iniziato a garantire l'accesso all'acqua potabile: hanno scavato pozzi e ripristinato i serbatoi. I lavori sono proseguiti fino a giugno, per via delle piogge intense e delle inondazioni frequenti.
Nel suo rapporto, Rianda Purba descrive ciò che i soccorritori hanno imparato lavorando sull'acqua: «Un processo di guarigione va oltre l'aiuto d'emergenza. Non basta salvare le persone e prendersene cura: anche la natura deve poter tornare a rigenerarsi, e occorre eliminare le cause dei danni, come la deforestazione. L'acqua è il primo passo su questa strada. Grazie all'acqua le persone possono riprendere il corso della loro vita. L'acqua dà speranza ed è un pilastro solido per la rinascita della comunità del villaggio.»
Ogni pacco di aiuti, ogni goccia d'acqua potabile e ogni alberello sono molto più di un semplice soccorso: rientrano in un insieme di sforzi volti a ricostruire la vita, a proteggere l'ambiente e a riaccendere la speranza.
Oggi la ricostruzione avanza, benché il governo non fornisca alcun aiuto. Le persone non si arrendono, sostenute dalla solidarietà ricevuta. Liberano i campi e i fiumi dagli alberi e dai detriti trasportati dalle acque.
Coltivano cacao, caffè e melanzane. E fanno crescere giovani piante destinate a una nuova foresta mista di durian, alberi dell'incenso e cannella.
Ringraziamo Salviamo la Foresta e tutte le persone che hanno donato per il sostegno accordato a WALHI Sumatra del Nord. Ci ha permesso di accompagnare al meglio le popolazioni colpite nelle prime fasi della guarigione.
Rianda Purba, WALHI Sumatra del Nord