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Elefante della foresta in Africa
Il Parco nazionale di Odzala-Kokoua ospita una delle popolazioni di elefanti di foresta più importanti dell'Africa centrale (© Roger de la Harpe/Shutterstock.com)

Conciliare tutela della natura e diritti umani

Nelle foreste pluviali del bacino del Congo si gioca il futuro della biodiversità e del clima. Il CAD contribuisce a far radicare la tutela della natura nelle comunità locali.

Panoramica del progetto

Tema(i)Persone

Obiettivo/i Proteggere le foreste pluviali della Repubblica del Congo

Attività Al fianco delle comunità locali perché i loro diritti umani siano rispettati


Gorilla, scimpanzé, elefanti di foresta: la lista delle specie minacciate che vivono qui è impressionante. Innumerevoli mammiferi, uccelli e insetti hanno la loro casa nelle foreste pluviali, nelle torbiere boscate, nelle savane e nelle mangrovie. La Repubblica del Congo possiede una ricchezza naturale che pochi paesi al mondo possono eguagliare.

Gorilla di pianura occidentale
La Repubblica del Congo è casa dei gorilla di pianura occidentale, in pericolo critico di estinzione (© Istockphoto)

A proteggere queste foreste dovrebbero pensare i parchi nazionali, sottoposti a tutela rigorosa. Ma le cose non sono così semplici, perché al loro interno vivono migliaia di persone, tra cui molte comunità indigene. Le organizzazioni per la conservazione delle aree protette devono rispettare i diritti delle comunità fin dall'inizio, se si vuole che queste aree perdurino nel tempo.

Il nostro partner CAD tiene insieme tutela della natura e diritti umani

Nel Parco nazionale di Ntokou-Pikounda e in quello di Odzala-Kokoua-Lossi non accade, denunciano gli attivisti del Centre d'actions pour le développement, il Centro d'azione per lo sviluppo (CAD).

Nato pochi anni fa e con sede a Brazzaville, il CAD combatte la corruzione e i crimini ambientali, documenta le violazioni dei diritti umani con un lavoro di ricerca approfondito e affianca le comunità indigene nella rivendicazione dei propri diritti.

«Nelle misure di conservazione i diritti umani continuano a non ricevere l'attenzione che meritano», afferma Trésor Chardon Nzila Kendet, direttore del CAD.

Le operazioni presentate come lotta al bracconaggio, spiega, si traducono spesso in vessazioni, arresti arbitrari e violenze, anche perché molti ranger ricevono una formazione inadeguata. Invece di costruire consenso attorno alla tutela della natura, finiscono per diffondere paura tra la popolazione.

Il CAD è una realtà piccola, ma non teme di sfidare chi detiene il potere. Le sue ricerche sulle violenze a Ntokou-Pikounda hanno messo sotto pressione il WWF, che gestisce l'area protetta: 4.572 chilometri quadrati di foreste e paludi che fanno parte del più vasto complesso torbiero del pianeta. Vi sono immagazzinate quantità enormi di carbonio, e non si esagera nel dire che si tratta di un'area decisiva per il clima.

Una piroga a pieno carico viaggia sul fiume Congo
Nell'immensa regione delle foreste torbiere della Cuvette Centrale i fiumi sono le principali vie di trasporto (© guenterguni/istockphoto.com)

«Quando la fortuna di alcuni impone la miseria ad altri»

Nel marzo del 2023 il CAD ha accusato i ranger del Parco nazionale di Ntokou-Pikounda di violare i diritti umani. Il rapporto, intitolato "Quand le bonheur des uns impose la misère aux autres" ("Quando la fortuna di alcuni impone la miseria ad altri"), descriveva violenze fisiche e la distruzione dei mezzi di sussistenza, compresi quelli dei piccoli agricoltori. I ranger avrebbero sgomberato con la forza gli accampamenti di pesca, per poi saccheggiarli e darli alle fiamme.

Il WWF ha commissionato un'indagine, ed ha riconosciuto che molte delle accuse erano fondate e si è impegnato a tenere maggiormente conto della popolazione locale.

Abusi nel Parco nazionale di Odzala-Kokoua

La situazione non è diversa nel Parco nazionale di Odzala-Kokoua, dove vivono i gorilla di pianura occidentale e una delle popolazioni di elefanti di foresta più importanti dell'Africa centrale. Le sue 130 radure paludose, dai suoli ricchi di nutrienti, attirano una varietà straordinaria di fauna selvatica. A prima vista sembra un paradiso.

Un attivista del CAD (maglietta rossa) parla con gli abitanti del villaggio
Migliaia di persone vivono nei villaggi all'interno e attorno al Parco nazionale di Ntokou-Pikounda (© CAD)

Ma nel 2023 Survival International e le comunità indigene hanno sollevato accuse gravissime: i ranger avrebbero picchiato, torturato e violentato in modo sistematico gli abitanti che entravano nella foresta per cacciare, pescare o raccogliere.

Il CAD lanciava l'allarme da anni, senza essere ascoltato

A Odzala-Kokoua la responsabilità è condivisa tra il governo e la società African Parks. Uno studio legale londinese ha indagato sulle accuse, e il CAD ha fornito informazioni e testimonianze delle persone colpite. African Parks ha infine riconosciuto le violazioni e promesso miglioramenti: procedimenti legali e disciplinari contro i dipendenti accusati, un organismo indipendente per i reclami, rapporti migliori con la popolazione locale.

La richiesta del CAD: nei parchi nazionali si rispettino i diritti umani

Il CAD vuole ora assicurarsi che quelle ammissioni e quelle promesse si traducano in miglioramenti reali. È qui che comincia la nostra collaborazione. I collaboratori del CAD visitano regolarmente le comunità per spiegare quali diritti spettano loro e quali impegni si è assunto African Parks. Lavorano inoltre per «garantire un risarcimento equo, che copra i diversi aspetti della vita della comunità», e chiedono una migliore formazione dei ranger e la fine di ogni ulteriore abuso.

«Il CAD riconosce le buone intenzioni di African Parks e si aspetta misure concrete: una riparazione reale per le vittime e tutele che impediscano il ripetersi di questi abusi.»

La campagna contro i progetti petroliferi

Mappa della Repubblica del Congo e dei paesi confinanti con l'indicazione dei tre parchi nazionali
Mappa della Repubblica del Congo e dei paesi confinanti con l'indicazione dei tre parchi nazionali (© Cami Obermann)

Abbiamo incontrato il CAD per la prima volta in un contesto diverso, quando il governo di Brazzaville ha autorizzato l'esplorazione petrolifera nel Parco nazionale di Conkouati-Douli e diverse organizzazioni congolesi e internazionali, tra cui Salviamo la Foresta, si sono opposte a tali piani. Il nostro partner CAD è al centro di questa battaglia.

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  1. Dal 2023 il principe britannico Harry siede nel Consiglio di amministrazione, dopo aver ricoperto la carica di presidente dell'organizzazione dal 2017. L'organizzazione gestisce altre 22 aree protette in 13 paesi africani.

    Va sottolineato che l'Unione Europea e il Ministero federale tedesco per la Cooperazione economica e lo Sviluppo coprono gran parte del bilancio del parco tramite il Legacy Landscapes Fund (LLF). Nel dicembre 2025 il finanziamento è stato prorogato nonostante le accuse, seppur a determinate condizioni.

  2. Si tratta della società Omnia Strategies di Cherie Blair. Cherie Blair è la moglie dell'ex primo ministro britannico Tony Blair.

    African Parks ha mantenuto riservato il rapporto d'indagine di Omnia.