Natura con diritti: diritti per la natura
Il movimento per i diritti della natura nasce dall’urgenza di proteggere la natura dalla distruzione imposta dal modello di «sviluppo» e dal bisogno di strumenti legali per farlo in modo sicuro.
Presentiamo un movimento emergente e un dibattito sempre più rilevante in diverse parti del mondo. Porta con sé non solo speranza, ma anche strumenti legali per una difesa della natura più efficace, più sicura e a lungo termine.
L’iniziativa per i diritti della natura è legata all’idea indigena della natura come Madre Terra. È un movimento giuridico, ma anche ecologico, sociale e perfino etico e filosofico, con un grande valore simbolico e teorico.
Al centro c’è un grande dibattito sulla posizione dell’essere umano nella natura e di fronte a essa. Il movimento propone queste risposte.
Consideriamo la natura come soggetto e non come oggetto: superare la visione antropocentrica del diritto
Le leggi ambientali tradizionali pongono l’essere umano al di sopra della natura e gli riconoscono il diritto di sfruttarne le risorse. L’ambiente, la natura, diventano proprietà, oggetti da sfruttare. Per questo, oltre a proteggerla, queste leggi ne regolano l’uso e lo sfruttamento. E proprio per questo spesso si rivelano deboli nel proteggerla.
Se riusciamo a far sì che la natura non venga più trattata come un oggetto di cui appropriarsi, ma come soggetto di diritto, un ente giuridico con diritti propri, la natura acquisisce qualcosa che prima non aveva: uno status di alleato ecologico, indipendente dai bisogni e dalle ambizioni dell’essere umano.
I diritti della natura spostano l’attenzione dagli esseri umani alla natura stessa, considerata nel suo insieme o nelle sue parti, come singoli fiumi o foreste. L’obiettivo è riconoscerne l’immenso valore e l’importanza anche sul piano giuridico, affinché si ottenga, tra gli altri, il diritto alla vita e nessuno possa più mancarle di rispetto in alcun modo.
Questa personalità giuridica propria permette di difendere la natura nei tribunali, davanti ai giudici, rivendicando i suoi diritti e lottando per la sua protezione. Lo scopo ultimo di questo approccio è difendere l’integrità e la salute del nostro pianeta. Serve un modo diverso di guardare le cose, un cambio di paradigma.
Con i diritti della natura si punta a una protezione di lungo periodo, più efficace e più sicura.
Il sapere indigeno è importante: cambiare la prospettiva del sistema giuridico occidentale
In alcuni paesi africani la riflessione sul territorio riguarda la custodia della terra e dei luoghi sacri. In Asia, per esempio in India, la tradizione indigena attribuisce grande importanza ai fiumi. Molti popoli dell’America Latina, come quelli andini, parlano di Buen Vivir o di Sumak Kawsay e considerano la natura nel suo insieme come Madre Terra, la Pachamama.
Questi saperi e questi modi di pensare e di vivere rendono i popoli indigeni protagonisti del dibattito. Da tempi immemorabili molti di questi popoli regolano le relazioni al loro interno e con la natura attraverso sistemi di governo propri e diritti consuetudinari. Il dibattito sui diritti della natura si avvicina molto a questa visione del mondo. Implica un rispetto, che il sistema giuridico e giudiziario occidentale non mostra, verso questi saperi ancestrali, che servono a prendersi cura dell’ambiente e delle risorse e tengono conto dell’eredità che lasciamo alle generazioni future.
I diritti della natura restituiscono ai modi di vita, alle culture e ai sistemi di governo tradizionali dei popoli indigeni l’importanza che hanno nella protezione dell’ambiente in cui vivono. È un’autorità che i modelli di «sviluppo» imposti hanno progressivamente indebolito.
E come si può fare? Mettendo in discussione le basi del sistema giuridico occidentale, che protegge chi distrugge la natura e criminalizza e incarcera chi la difende, a prova di un profondo razzismo ambientale.
Per contrastarlo e per salvare ciò che resta della natura, con un’urgenza sempre maggiore, molti popoli indigeni e molte organizzazioni ambientaliste alzano la voce in nome della natura. Si tratta di rendere giustizia al nostro pianeta.
Conquistare i diritti della natura
Alcuni paesi hanno già cominciato a riconoscere i diritti della natura in forme diverse:
- Con una legge specifica per un singolo ecosistema, come un fiume, una montagna, una laguna o una foresta. La Nuova Zelanda ha riconosciuto la personalità giuridica alla foresta di Te Urewera (2014), al fiume Whanganui (2017) e al monte Taranaki Maunga (2025). In Europa la Spagna ha fatto lo stesso con la laguna del Mar Menor (2022), con una legge nata da un’iniziativa popolare e confermata dal Tribunale costituzionale nel 2024. Anche in Australia e in alcuni stati degli Stati Uniti esistono già alcuni precedenti.
- Con una sentenza. In Perù, le donne indigene kukama hanno ottenuto in tribunale il riconoscimento dei diritti sul fiume Marañón, uno dei principali affluenti del Rio delle Amazzoni (2024).
- Con le costituzioni indigene. Negli Stati Uniti la nazione Ho-Chunk ha approvato un emendamento per inserire i diritti della natura nella propria costituzione tribale (2018).
- Con una legge nazionale, come in Uganda, il primo paese africano a riconoscere i diritti della natura (2019).
- Con la legge suprema dello Stato, come nel caso della Costituzione dell’Ecuador del 2008.
In tutti i casi, l’obiettivo è creare una giurisprudenza utile per continuare a difendere la natura.
Fonti:
- Eco Jurisprudence Monitor. Uganda National Environmental Act of 2019. https://ecojurisprudence.org/initiatives/uganda-national-environmental-act/
- Eco Jurisprudence Monitor. Ho-Chunk Nation (USA) Constitutional Amendment: Rights of Nature. https://ecojurisprudence.org/initiatives/ho-chunk-nation-resolution-rights-of-nature/
- Down To Earth (2025). New Zealand grants legal personhood to Taranaki Maunga mountain. https://www.downtoearth.org.in/governance/new-zealand-grants-legal-personhood-to-taranaki-maunga-mountain
- Tribunal Constitucional de España (2024). Sentencia 142/2024, de 20 de noviembre. https://hj.tribunalconstitucional.es/docs/BOE/BOE-A-2024-27140.pdf
- International Rivers (2024). Landmark ruling: the Peruvian Court of Nauta recognizes the rights of the Marañón River. https://www.internationalrivers.org/news/landmark-ruling-the-peruvian-court-of-nauta-recognizes-the-rights-of-the-maranon-river-and-the-indigenous-communities-as-its-guardians/
- Earth Law Center (2024). Civil Court of Loreto upholds ruling recognizing rights of the Marañón River. https://www.earthlawcenter.org/elc-in-the-news/2024/10/landmark-victory-civil-court-of-loreto-upholds-ruling-recognizing-rights-of-the-maran-river-and-its-tributaries-in-appellate-decision