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Fiammate di gas e impianti petroliferi nella foresta amazzonica vicino a Yasuní
Estrazione di petrolio ai margini della foresta amazzonica in Ecuador (© Klaus Schenck)

USA cancellano il fondamento delle regole sui gas serra: un colpo globale a clima, foreste e salute

13 feb 2026Stati Uniti: Il governo statunitense punta a cancellare l’“endangerment finding” dell’EPA, base legale per limitare i gas serra. Meno regole vuol dire più emissioni e rischi per il clima e le foreste. Lo avevamo già denunciato con la petizione “Impediamo a Trump di distruggere la natura” (216.110 firme). Allerta anche nell'UE: un omnibus che indebolisce le leggi ambientali. Informati qui!


Il governo statunitense vuole cancellare la base delle regole sui gas serra: un colpo globale al clima, alle foreste e alla salute

Il 12 febbraio 2026, secondo un’inchiesta del New York Times - Trump Administration Erases the Government’s Power to Fight Climate Change -  il presidente Donald Trump ha annunciato di voler “cancellare” la constatazione scientifica secondo cui il cambiamento climatico mette in pericolo la salute umana e l’ambiente: una decisione che, di fatto, smantella la principale base legale con cui il governo federale degli Stati Uniti può limitare l’inquinamento che sta riscaldando il pianeta. 

Può sembrare una notizia lontana dalle foreste tropicali. Non lo è. Quando uno dei maggiori produttori di gas serra al mondo arretra, il prezzo lo pagano gli ecosistemi più vulnerabili: più caldo, più siccità, più incendi, più pressione sui territori e sulle comunità forestali. E, soprattutto, un messaggio politico pericoloso: la scienza può essere “archiviata” se intralcia gli interessi economici a breve termine. 

Che cosa viene smontato: l’“endangerment finding”

Al centro dell’annuncio c’è l’endangerment finding (ovvero l’accertamento del pericolo): una conclusione scientifica del 2009 che stabilisce che le emissioni di gas serra rappresentano un pericolo per la salute e il benessere delle persone. Su questa base, per quasi 17 anni, l’Agenzia per la Protezione dell’Ambiente (EPA) ha giustificato norme e limiti relativi all’anidride carbonica, al metano e ad altri gas serra provenienti da pozzi, tubi di scarico, ciminiere e altre fonti fossili. 

L’amministratore dell’EPA Lee Zeldin ha definito l’operazione come:

 “La più grande azione di deregolamentazione” nella storia degli Stati Uniti. 

La Casa Bianca sostiene che la misura consentirebbe alle imprese di risparmiare circa 1.000 miliardi di dollari, senza però chiarire come sia stata calcolata tale stima. 

Perché è un attacco alla natura (anche fuori dagli USA)

La questione non è solo giuridica. È concreta e materiale. Il New York Times riporta le stime dell’Environmental Defense Fund (EDF) - un gruppo di difesa ambientale senza scopo di lucro: 

la cancellazione dell’endangerment finding potrebbe comportare fino a 18 miliardi di tonnellate metriche aggiuntive di emissioni entro il 2055, con un impatto sanitario potenzialmente enorme (fino a 58.000 morti premature e 37 milioni di attacchi d’asma cumulati nello stesso periodo, secondo l’organizzazione). 

In parallelo, governatori democratici e leader ambientalisti hanno già annunciato l’intenzione di contestare la misura in tribunale: ci aspetta quindi una lunga battaglia legale, mentre nel frattempo l’incertezza regolatoria rischia di tradursi in anni “persi” nella riduzione delle emissioni. 

Un attacco già visto: quando Trump colpisce la natura, colpisce la protezione

Per chi segue le politiche ambientali di Trump, questa escalation non arriva dal nulla. Salviamo la Foresta ha già documentato e contrastato un precedente attacco diretto ai luoghi protetti: la petizione Impediamo a Trump di distruggere la natura ha raccolto 216.110 firmatari, contro i piani per ridurre le aree protette e aprirle allo sfruttamento industriale. 

Il filo rosso è sempre lo stesso: trasformare ciò che oggi è tutela pubblica (aree protette, norme anti-inquinamento, diritti ambientali) in un margine di profitto privato. Quando questo avviene negli Stati Uniti, l’effetto non resta “nazionale”: si amplifica su mercati, filiere, investimenti e scelte politiche di altri Paesi.

E l’Europa? Anche qui la natura è in pericolo

Non possiamo permetterci di pensare che il rischio riguardi solo Washington. Salviamo la Foresta ha lanciato un allarme chiaro anche sulle scelte europee: nella news Europa: omnibus che calpestano le leggi ambientali, spieghiamo come l’UE stia indebolendo controlli e garanzie ambientali attraverso pacchetti legislativi “omnibus” e misure di “semplificazione”. Tra i punti più critici: il rischio di indebolire l’applicazione del Regolamento sui prodotti a deforestazione zero (EUDR) e di ridimensionare le norme sulle catene di fornitura (CSDDD) e sulla rendicontazione di sostenibilità (CSRD). 

In altre parole: mentre negli USA si tenta di togliere le fondamenta legali alla regolamentazione del clima, in Europa si discute di “tagliare” controlli e obblighi che (se applicati davvero) potrebbero ridurre la deforestazione importata, l’inquinamento industriale e gli impatti delle grandi imprese lungo le filiere. 

Agisci ora

  • Informati e fai circolare l’allerta su Europa: omnibus che calpestano le leggi ambientali: la deregolamentazione “soft” è spesso la via più rapida per normalizzare la distruzione. (Salviamo la foresta)
  • Sostieni le campagne che difendono le foreste, la biodiversità e le comunità: quando le regole arretrano, la protezione reale dipende ancora di più dalla pressione pubblica e dalla solidarietà internazionale.

Questa non è solo una notizia sul clima. È una notizia sulla tutela della vita: perché senza regole, senza scienza e senza responsabilità, a perdere sono sempre gli stessi — gli ecosistemi più fragili e le persone che li custodiscono. 

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