Presidente Macron: NO alla miniera d'oro nella Guyana francese

Fotomontaggio: Emmanuel Macron con un esempio di una miniera industriale sullo sfondo. Citazione: "Faremo tutto il possibile affinché un progetto di questa portata sia realizzato in Guyana" Fotomontaggio: Emmanuel Macron con un esempio di una miniera industriale sullo sfondo. Citazione: "Faremo tutto il possibile affinché un progetto di questa portata sia realizzato in Guyana" (© rights reserved - photomontage Sauvons la forêt)

Il presidente francese Macron vuole destinare la Guyana francese all'estrazione dell'oro. Il progetto russo-canadese Montagne d'Or ha richiesto la concessione per una gigantesca miniera d'oro. Ora, Macron deve decidere sul progetto. Noi chiediamo che rinunci al progetto. Unitevi a questa petizione.

News e aggior­namenti Lettera

CA: Al presidente e al governo della Francia

Salviamo la foresta della Guyana francese! Fermate il progetto Montagne d'Or nel territorio francese d'oltremare.

Leggi tutta la lettera

Sarebbe un paesaggio infernale: la concessione del progetto "Montagne d'Or" aprirebbe una voragine di 2,5 chilometri, larga 500 metri e profonda 400. Un consorzio di compagnie russo-canadesi vuole aprire un enorme buco nella giungla della Guyana francese. Potrebbero estrarre 400 milioni di metri cubi di terra, macinando la roccia e processandola con cianuro e altri prodotti chimici altamente tossici, per ottenere quantità minime di oro.

La Guyana francese si trova a nord-est della regione amazzonica. Nel territorio francese d'oltremare, parte dell'Unione Europea. Qui cresce una foresta tropicale in gran parte intatta e un'eccezionale biodiversità. L'area di concessione della compagnia Montagne d'Or copre 190 chilometri quadrati di questa foresta. 

Il piano prevede che alcune dighe contengano i 50 milioni di tonnellate di fanghi contaminati derivanti dalla produzione, il che è praticamente impossibile con le abbondanti piogge. Dal 2000, ci sono state almeno 25 incidenti nei siti minerari in tutto il mondo.

Nel 2015, una diga che conteneva residui minerari è crollata in Brasile, causando uno dei più grandi disastri tossici di tutti i tempi, seppellendo persone e comunità. Le acque del fiume Doce sono diventate una colata velenosa che si è estesa per diverse migliaia di chilometri fino alla sua foce nell'Atlantico e oltre.

Se Macron autorizzasse la grande miniera d'oro, costituirebbe un precedente disastroso per il futuro. La popolazione non è stata consultata e i diritti delle popolazioni indigene sono stati violati.

Il collettivo francese Or de question, un'alleanza di ONG in difesa della natura e dei diritti umani, chiede che il governo francese annulli immediatamente i progetti minerari. L'economia della Guyana francese deve dirigersi allo sviluppo sostenibile.

Unitevi a noi e firmate la petizione.

Infor­mazioni

Comunicato stampa sulla miniera d'oro nella Guyana Francese

Logos partenaires - Collectif Or de question

Con grande discrezione [1], il governo francese incoraggia multinazionali straniere a sviluppare attività di estrazione mineraria nel cuore della giungla della Guyana. Tra questi, il progetto Gold Mountain ( "Montagne d'Or") del consorzio russo-canadese Nordgold / Colombus Gold che potrebbe partire dal 2018 [2]. Sarebbe la più grande miniera d'oro mai sfruttata in Francia. Le miniere d'oro industriali causano gravi impatti umani e ambientali e spesso irreversibili [3]. Non è possibile consentire la distruzione di una parte della straordinaria biodiversità della Guyana e correre il rischio che si verifichino incidenti pericolosi per estrarre una sostanza la cui utilità sociale e industriale è di interesse secondario. Le nostre 18 organizzazioni [4] chiedono al governo francese una sospensione delle attività di estrazione su larga scala nella Guyana francese e la cessazione di tutti i progetti di questo tipo già avviati.

Progetti minerari titanici

Dato che la quantità d’oro all'interno delle rocce è minima (1 o 2 grammi per tonnellata di roccia), il progetto Gold Mountain imporrà la creazione di una fossa lunga 2,5 km, larga 500 m (ovvero 150 stadi di calcio) e profonda 400 m [5]. Questa operazione genererà circa 400 milioni di m3 di residui minerari, estremamente dannosi. Inoltre, l'energia per alimentare l'impianto di trattamento del minerale, sarà necessario utilizzare l’equivalente del 20% del consumo energetico annuo dell’intera Guayana [6]. Per produrre questa energia, un'opzione potrebbe essere quella di costruire un impianto a biomasse alimentato con il legno della foresta pluviale amazzonica. Pertanto, il Consiglio Consultivo delle popolazioni Amerinde e Bushinengue (CCPAB) ha lanciato l’allarme per la perdita di 200 000 ettari di foresta primaria, comprese le zone di terreno abituale e il sostentamento di queste comunità, per ottenere il legname necessario [7]. Il CCPAB sostiene inoltre che non sono stati consultati riguardo al progetto, ignorando la legge francese. [8]

Le nostre associazioni avvertono che se la Francia consentirà lo sfruttamento su larga scala di un primo deposito, la Guyana rischierà la proliferazione di progetti minerari similari. Di fatto questo processo è già iniziato, con 36 concessioni o autorizzazioni di esercizio vigenti e 21 permessi di esplorazione in corso di validazione [9], questo si traduce in 320 000 ettari di territorio della Guyana che sono di interesse per le imprese minerarie di tutto il mondo.

Rischi risaputi e inaccettabili

Gli impianti industriali di questo tipo distruggono completamente la foresta e gli ecosistemi in cui vengono implementati. Disturbano l'ambiente con il trasporto di acqua e fanghi contaminati, provenienti dalle zone di scavo e dallo stoccaggio dei rifiuti di estrazione. Inoltre, il sito minerario Gold Mountain occupa una superficie di 12 chilometri quadrati, tra due riserve biologiche integrali, a meno di 500 metri da uno di queste.

Il rischio industriale più forte proviene dal deposito di milioni di tonnellate di fanghi con residui di cianuro nei bacini di stoccaggio. Le dighe create sono particolarmente sensibili all'accumulo di acqua e questo aumenta il rischio di rottura. Contrariamente alle affermazioni delle compagnie minerarie, il rischio è notevole: almeno 25 incidenti a causa della rotture delle dighe si sono verificati in tutto il mondo a partire dal 2000 [10]. L'esempio più recente è il caso di Samarco in Brasile nel novembre 2015, il "Fukushima brasiliano ".

Le miniere d'oro si sono rivelate in un’ aberrazione industriale

La maggior parte dell'oro estratto nel corso della storia è immagazzinato in forma di lingotti o gioielli, solo l'8% dell’ oro estratto ogni anno viene utilizzato per l'industria e il 35% finisce nel settore bancario [11]. Nel 2016, si stima che circa il 20% di tutto l'oro estratto dall’ uomo si trovi all'interno delle banche centrali [11]. Nel 2015, il riciclo ha procurato oro per un volume di 3 volte maggiore rispetto al fabbisogno industriale[12], anche se il riciclaggio è ancora poco sviluppato.

Contrariamente a quanto si possa pensare, le miniere d'oro non sono essenziali per il settore industriale e la domanda da parte della gioielleria e della finanza non giustifica il pericolo che il settore causa all'ambiente e alla salute umana.

Per Thibaud Saint-Aubin, presidente dell'associazione ISF SystExt: "Tutte queste ragioni giustificano l’interruzione del megaprogetto aurifero Gold Mountain. Le garanzie tecniche non sono sufficienti per fare di questa miniera una soluzione per lo sviluppo sostenibile per la Guyana e francese ed i suoi abitanti. Inoltre, sarebbe un pericoloso apripista per l’implementazione di progetti titanici in tutta l'Amazzonia. Altre vie di sviluppo economico sono possibili per la regione, se non comportano la distruzione delle sue inestimabili risorse ecologiche. "

Contatti stampa

Maïouri Natura Guyane

OR DE QUESTION: 06 94 90 90 73 (Guyana francese) - ordequestion@gmail.com

Patrick MONIER: 05 55 89 13 88 (Francia metropolitana) - patrick.monier960@orange.fr

 

Fondation Nicolas Hulot pour la Nature et l'Homme

Denis VOISIN: 06 98 46 00 42 (Francia metropolitana) - d.voisin@fnh.org

ISF SystExt

Saint-Aubin Thibaud: 06 03 19 54 56 (Francia metropolitana) - thibaud.saint-aubin@isf-france.org

ISF SystExt invita a firmare la petizione "No alla miniera d’ oro industriale nella foresta della Guyana nella pagina web della ONG Salviamo la Foresta.

Note

[1] Scavare e perforare, perché? Realtà e false verità della rinascita estrattiva in Francia. Relazione di Friends of the Earth. Dicembre 2016. 32p. Disponibile on-line 

[2] La Francia seduta su una montagna d'oro. Usine Nouvelle, 15 dicembre 2016. Disponibile on-line  

[3] Inventario delle gravi conseguenze delle miniere; strumento di consapevolezza da prodotto da ISF SystExt pubblicato il 10 marzo 2016, disponibile on-line 

[4] Or de Question!, Maïouri Nature Guyane, ISF SystExt, France Libertés - Fondazione Danielle Mitterrand, Fondazione Nicolas Hulot per la Natura e l'Uomo, Amici della Terra, Lega dei Diritti Umani - Sezione Guayana, Federazione delle Organizzazioni Amerinde della Guyana (UFAG), Collectivo First Nations, Collettivo Couachi, Mama Bobi, Red Makandi Makandra, Collectivo delle Guide della Guayana, Aquaa, Red Colibris Guyana, Guyana mo peyi / GMP, Salvemos la Selva, G-Crew Music.

[5] Progetto aurifero Gold Mountain. Studio di impatto ambientale e sociale. Scheda informativa per la preparazione al secondo turno di consultazione delle parti interessate. WSP, Colombus Gold et Nordgold, maggio 2016.

[6] Avviso deliberato dall'autorità Ambientale sulla programmazione pluriennale per l'energia (PPE) dellaGuyana (973) per i periodi 2016-2018 e 2019-2023, Avviso deliberato No. 2016-75 adottato nel corso della riunione del 19 novembre 2016, Formazione dell’Autorità Ambientale del Consiglio Generale per l'Ambiente e lo sviluppo sostenibile.

[7] La ​​centrale a biomassa è una delle ipotesi considerate dallo Stato. Altre alternative sono una centrale termica o una seconda diga idroelettrica che sommergere centinaia di migliaia di ettari di foresta primaria.

[8] Legge 2011-884 del 27 luglio 2011, titolo XII Cap. 1: Art et L71-121-4 L 71-121-5

[9] Panorama delle attività mineraria in Francia; strumento di mappatura proposto da ISF SystExt, disponibile on-line 

[10] Chronology of major tailings dam failures; banca dati disponibile on-line 

[11] Struttura del mercato dell'oro e la situazione a maggio 2016 Minéral Info, 25 luglio 2016. Disponibile on-line

[12] Stato della produzione e della domanda di oro nel 2016; ovvero verso una carenza di oro fisico o un aumento senza precedenti del prezzo dell'oro?, Auplata 11 aprile 2016. Disponibile on-line

Lettura

CA: Al presidente e al governo della Francia

Egregio Signor Presidente,
Egregio Signor Presidente del Consiglio,
Signore e Signori,

Il governo francese sta aprendo le porte alle multinazionali straniere per l’avvio di grandi progetti minerarie nel cuore della Guyana francese. Tra questi vi è il progetto "Montagne d'Or" previsto per il 2018.

In un'area di 190 chilometri quadrati e in un’area a cielo aperto di 2,5 km, 500 di larghezza e 400 di profondità, si inaugurerebbe la più grande miniera d'oro in territorio francese. Questo si tradurrebbe nell'inizio dell’ industrializzazione mineraria aurifera nell’unica foresta tropicale dell'Unione Europea.

Le Miniere d'oro sono state e continuano ad essere responsabili di impatti gravi e spesso irreversibili. Il Brasile, un paese confinante con la Guyana francese, è stato teatro di un "incidente" in una miniera d’oro nel 2015, classificato come uno dei peggiori disastri ecologici di tutti i tempi.

Non possiamo accettare la distruzione di parte della straordinaria biodiversità della Guyana francese e nemmeno la possibilità del verificarsi di ulteriori disastri ambientali per ottenere un materiale il cui utilizzo sociale ed industriale può oggi essere considerato insignificante.

Con questa petizione, vogliamo esprimere il nostro sostegno alle richieste del collettivo "Or de Question".

Vi chiediamo di fermare immediatamente i vari progetti industriali di estrazione aurifera, iniziando con il progetto "Montagne d'Or", e di fare un passo avanti verso lo sviluppo sostenibile dell'economia della Guyana francese.

Cordiali saluti,

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